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Chiesa di San Vincenzo de Gourdon dans les Alpes-Maritimes

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Art roman provençal

Chiesa di San Vincenzo de Gourdon

    2-5 Rue du Clocher 
    06620 Gourdon
Proprietà del comune
Église Saint-Vincent de Gourdon
Église Saint-Vincent de Gourdon
Église Saint-Vincent de Gourdon
Église Saint-Vincent de Gourdon
Église Saint-Vincent de Gourdon
Église Saint-Vincent de Gourdon
Église Saint-Vincent de Gourdon
Crédit photo : Bernard Gagnon - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1600
1700
1800
1900
2000
1158
Conferma pontificia
1189
Nuova conferma
XIIe siècle
Costruzione iniziale
1605
Visita episcopale
1610
Ristrutturazione e cambiamento di utilizzo
9 octobre 1831
Tragedia dei fulmini
19 mai 1931
Protezione del patrimonio
30 avril 1946
Collasso parziale del campanile
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa: registrazione con decreto del 19 maggio 1931

Dati chiave

Adrien IV - Papa (1154-1159) Conferma il possesso della chiesa nel 1158.
Raimond Ier - Vescovo di Antibes Proprietario della Chiesa nel XII secolo.
Clément III - Papa (1187-1191) Conferma l'appartenenza del vescovo nel 1189.
Mgr Boucicault - Vescovo di Grasse (17°) Documentare la ristrutturazione della chiesa nel 1605.
Louis Lombard - Signore di Gourdon (inizio 17esimo) Compratore del castello, iniziatori delle trasformazioni.
Mgr Mesgrigny - Vescovo di Grasse Consacrate la chiesa dopo la sua ristrutturazione.

Origine e storia

La chiesa di San Vincenzo de Gourdon, situata nelle Alpi Marittime, è un edificio romanico provenzale costruito nel XII secolo. Originariamente serviva come cappella al castello locale ed era dedicata a Notre-Dame, San Vincenzo (il santo patrono del villaggio), Santo Stefano e Santa Caterina. È stato servito da un piccolo capitolo carico di servizio religioso per il Signore di Gourdon. La sua esistenza fu attestata fin dal 1158 da una bolla di papa Adrien IV che confermò il suo possesso dal vescovo di Antibes, Raimond I, e ancora nel 1189 da papa Clemente III.

All'inizio del XVII secolo, la chiesa subì importanti cambiamenti. Nel 1605 il vescovo Boucicault la descrisse come "molto nuova" durante la sua visita canonica, suggerendo un recente restauro. Nel 1610, dopo l'acquisizione del castello da parte di Luigi Lombard, la cappella fu ristrutturata e divenne parrocchia. La porta comunicante con il castello è murata, e un nuovo ingresso, dotato di un frontone triangolare, è organizzato. La chiesa fu poi consacrata dal vescovo Mesgrigny, vescovo di Grasse. La sua architettura è caratterizzata da una singola navata a volta al centro della rabbia, divisa in tre campate, e un'abside semicircolare più stretta.

La storia della chiesa è segnata da eventi drammatici. Il 9 ottobre 1831, i fulmini colpirono l'edificio durante un ufficio, uccidendo 4 persone e ferendo altri 5 fedeli. Un secolo più tardi, nel 1946, un nuovo fulmine ha parzialmente distrutto il campanile, il cui autunno getta detriti sulle case vicine, rendendo la chiesa temporaneamente inaccessibile. Il moderno campanile è stato poi aggiunto con un'estensione della navata. L'edificio è stato classificato come monumento storico dal 19 maggio 1931, riconoscendo il suo valore di patrimonio.

Fonti storiche menzionano anche dettagli architettonici notevoli, come i doppi archi che separano le campate dalla navata e la volta cul-de-four dall'abside, inferiore a quella della navata. Questi elementi, tipici del romanzo provenzale, riflettono i successivi adattamenti dell'edificio nel corso dei secoli. Le visite episcopali del XVII e XVIII secolo, anche se poco documentate, attestano la sua regolare manutenzione e il suo ruolo centrale nella vita religiosa locale.

Oggi, la Chiesa di San Vincenzo rimane una grande testimonianza di arte romanica nelle Alpi Marittime. La sua storia, legata a quella del castello e della signoria di Gourdon, illustra le evoluzioni architettoniche e sociali della regione, dalla sua origine medievale alle sue trasformazioni moderne. La sua iscrizione nel titolo di monumenti storici nel 1931 sottolinea la sua importanza nel patrimonio religioso e culturale della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

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