Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Chiesa di San Vincenzo à Bertangles dans la Somme

Somme

Chiesa di San Vincenzo

    16 Rue de l'Église
    80260 Bertangles
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Eglise Saint-Vincent
Crédit photo : isamiga76 + Markus3 (Marc ROUSSEL) (interventions - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1586
Sepoltura di Jehan de Glisy
1611
Arrivo di Clermont-Tonnerre
fin XVIe - début XVIIe siècle
Costruzione della navata
1846
Ricostruzione del coro
1852
Monumento funerario neorinascimentale
8 février 2001
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa (Box AA 34): Registrazione per ordine dell'8 febbraio 2001

Dati chiave

Jehan de Glisy - Signore di Bertangles (XVI secolo) Fu sepolto nel 1586, legato per la chiesa.
Antoine de Glisy - Signore (inizio XVII secolo) Finanza vetrate e campane (1613).
Famille de Clermont-Tonnerre - Signori dal 1611 Sponsor del coro neogotico (1846).
A. Goze - Architetto parigino Disegnato il coro nel 1846.
Frères Duthoit - Scultori (19esimo secolo) Autori del monumento funerario (1852).

Origine e storia

La chiesa di San Vincenzo de Bertangles, situata nel dipartimento della Somme (Hauts-de-France), nasce all'inizio del XVII secolo, probabilmente come cappella del castello di Bertangles. La navata, la parte più antica, porta le braccia della famiglia di Glizy (o Glisy), signori del luogo dal 1524 al 1611, attestando una costruzione prima del 1611. Due chiavi ad arco e un vetro datato 1624 confermano questo periodo. Originariamente, l'edificio era circondato da un cimitero e integrato nel recinto di castral, come rivelato da un catasto napoleonico del 1810.

La maggiore espansione avvenne nel 1846, finanziata dalle famiglie di Clermont-Tonnerre e Chauvelin. L'architetto parigino A. Goze ha progettato un coro neogotico con due lati, segnando una delle prime ricostruzioni rurali in questo stile. Una cappella privata e una cripta funeraria sono aggiunti per il Clermont-Tonnerre, mentre la navata, a volte a forma di carrozzina, è restaurata nel 1984. Le vetrate, risalenti al XVI secolo ( cappella privata) e al 1870 (chiesa, laboratorio Darquet d-Amiens), illustrano gli stemmi e i santi di famiglia.

Il monumento, protetto dal 2001, fonde i materiali tipici della Picardia: mattone e pietra in alternanza di dimensioni, con aggiunte di torchis (sacristy) e una struttura arrossata dopo danni causati da un uragano nel 1876. Gli archivi menzionano riparazioni regolari (roof nel 1908, 1929, elettricità nel 1922), riflettendo la sua manutenzione continua da parte del comune e delle famiglie signeuriali. Il suo piano trasversale latino e il suo campanile in ritiro dalla facciata occidentale lo rendono un esempio ibrido di architettura religiosa rurale.

Le famiglie nobili hanno giocato un ruolo centrale nella sua storia: Jehan de Glisy (acquisito nel 1586) ha lasciato fondi per la sua ristrutturazione, mentre Antoine de Glisy (testamento del 1613) finanziato vetrate e campane. Il Clermont-Tonnerre, signori del 1611, segnò l'edificio con le loro armi e ordinò arrangiamenti fino al XIX secolo. Un monumento neorinascimentale (1852), scolpito dai fratelli Duthoit, onora Julian de Clermont-Tonnerre e sua moglie nel lato sinistro.

L'interno conserva elementi notevoli: una gonna di legno del XVIII secolo (smontata prima del 1747), murali fioriti di lily nel coro, e lapidi cancellate. Moderne vetrate, realizzate dal laboratorio Claude Barre, completano questo set. La chiesa, una proprietà comunitaria, rimane una testimonianza dei legami tra seigneurie, architettura religiosa e patrimonio rurale a Picardie.

Le fonti d'archiviazione (serie O dell'Archivio Dipartimentale della Somme) e le descrizioni del 1747 o 1849 precisano la sua evoluzione: da una cappella castrale ad una chiesa parrocchiale, trasformata da stili e necessità liturgiche. La sua iscrizione nei Monumenti Storici nel 2001 dedica il suo valore di patrimonio, tra il patrimonio medievale e i moderni restauri.

Collegamenti esterni