Prima menzione pastorale 1606 (≈ 1606)
Cappella "coperta e decorata" visitata da François de Sales
1696
Espansione della Chiesa
Espansione della Chiesa 1696 (≈ 1696)
Cappella del 1643 trasformata per il borgo
4 août 1803
Indipendenza parigina
Indipendenza parigina 4 août 1803 (≈ 1803)
Costruzione di una nuova chiesa dopo la Rivoluzione
1881
Edificio attuale pseudo-roman
Edificio attuale pseudo-roman 1881 (≈ 1881)
Sostituzione della chiesa primitiva da parte dei parrocchiani
1950-1955
Ristrutturazione degli interni
Ristrutturazione degli interni 1950-1955 (≈ 1953)
Modernizzazione dello spazio liturgico da parte della parrocchia
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
François de Sales - Vescovo di Ginevra
Mettere la cappella nel 1606 come "coperto"
Famille Clément-Berthet - Donatori locali
Finanziare l'espansione del 1696 tramite donazione
Origine e storia
La chiesa di Sainte-Marie-Madeleine a Praz-sur-Arly trova le sue origini in una cappella dedicata ai Santi Bernart e Magdeleine, menzionata nel 1606 da François de Sales come "coperta e decorata". Questa cappella, originariamente situata nella frazione di Pratz, dipendente dalla parrocchia di Megève, fu ampliata nel 1696 grazie ad una donazione della famiglia Clement-Berthet. L'indipendenza della parrocchia, acquisita dopo l'occupazione rivoluzionaria, portò alla costruzione di una nuova chiesa il 4 agosto 1803, segnando un passo chiave nell'autonomia religiosa locale.
L'edificio attuale, eretto nel 1881 in stile pseudo-romano, sostituisce la chiesa primitiva e fu interamente finanziato e mantenuto dai parrocchiani, tra cui il campanile e il presbiterio. Tra il 1950 e il 1955, una ristrutturazione degli interni modernizzò lo spazio liturgico. Questo monumento incarna così quasi quattro secoli di storia religiosa e comunitaria, dalla sua modesta cappella del XVII secolo al suo ruolo centrale nella parrocchia indipendente di Praz-sur-Arly.
La costruzione del 1881 fa parte di un contesto post-rivoluzionario in cui le comunità locali assumono il loro patrimonio culturale. Lo stile pseudo-romano scelto riflette il desiderio di tornare alle fonti cristiane, adattandosi al mezzo tecnico e finanziario dei parrocchiani. La manutenzione collettiva dell'edificio, dal campanile al presbiterio, illustra l'impegno a lungo termine degli abitanti per la conservazione del loro luogo di culto, caratteristico dei villaggi savoiardari del tempo.
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