Origine e storia
Villa E-1027, o Seafront House, è un'icona dell'architettura modernista degli anni '30, progettata dall'architetto-nemblier Eileen Gray in collaborazione con Jean Badovici, architetto e critico d'arte. Costruito tra il 1926 e il 1929 a Roquebrune-Cap-Martin (Alpes-Maritimes), illustra i cinque punti di una nuova architettura di Le Corbusier, integrando un approccio più umano e intimo. Il suo nome, E-1027, codifica le iniziali dei suoi creatori: E for Eileen, 10 (J, decima lettera) per John, 2 (B) e 7 (G). La villa, accessibile solo dal sentiero doganale, si distingue per i suoi palafitte, terrazza sul tetto, finestre a baia e mobili su misura, combinando materiali moderni come alluminio o cemento fibro.
Il progetto è nato dall'incontro tra Gray e Badovici nei primi anni 1920, quando quest'ultimo, direttore della rivista di architettura vivente L La terra, acquisita da Badovici, accoglie una casa pensata come manifesto contro il freddo funzionalismo del tempo, come espresso nel loro testo Da Eclettismo a Doubt (1929). Gli interni, organizzati intorno a un blocco centrale di soggiorno, incorporano partizioni retrattili, un atrio, e iscrizioni umoristiche sulle pareti ("Enter lentamente", "Non ridere"). Gray, tuttavia, vi risiederà solo un breve periodo, preferendo costruire la propria casa, Tempe a Pailla, a Mentone dal 1932.
La villa divenne un luogo di tensione artistica quando Le Corbusier, amico di Badovici, dipinse otto murales nel 1938-1939, cinque dei quali rimasero. Gray, considerando questi lavori uno stupro del suo approccio, chiede il loro ritiro, senza successo. Questi affreschi, danneggiati durante la seconda guerra mondiale, contribuiscono paradossalmente alla conservazione del sito: attirano l'attenzione delle autorità durante il suo degrado negli anni '90. Classificato un monumento storico nel 2000, la villa è acquisita dal Conservatoire du littoral e restaurata in due fasi (2007-2013, poi 2014-2021), recuperando il suo stato originale con mobili ricostituiti.
La storia della villa dopo Badovici (morte 1956) è segnata da periodi di abbandono. Venduto nel 1960 a Marie-Louise Schelbert e poi nel 1974 al medico Peter Kaegi, ha subito un grave deterioramento: i mobili sono stati venduti all'asta nel 1991, e gli squatter danneggiati nel 1998. Il suo restauro, inizialmente controverso per errori tecnici (ruote, crepe), è infine effettuato dall'associazione Cap Moderne e dall'architetto Claudia Devaux, con l'esperienza di Renaud Barrès e Burkhardt Rukschcio. Il sito, ora gestito dal National Monuments Centre, ha ricevuto diversi premi, tra cui il Premio Europa Nostra 2022.
Villa E-1027 incarna i dibattiti del modernismo tra funzionalismo radicale e comfort umano, così come le sfide di preservare il patrimonio del XX secolo. I suoi mobili, gli affreschi e l'architettura lo rendono una testimonianza unica delle avanguardie degli anni '30, mentre il suo esemplare restauro lo ha reso un modello internazionale. Il sito, aperto al pubblico, comprende anche il Cabanon de Le Corbusier e la Stella del Mare, altri due monumenti legati alla sua storia.