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Ex stato pubblico dei Silks à Lyon 1er dans le Rhône

Patrimoine classé
Patrimoine industriel
Rhône

Ex stato pubblico dei Silks

    7 Rue Saint-Polycarpe
    69001 Lyon 1er
Condition des soies de Lyon
Ancienne condition publique des Soies
Ancienne condition publique des Soies
Ancienne condition publique des Soies
Ancienne condition publique des Soies
Ancienne condition publique des Soies
Ancienne condition publique des Soies
Ancienne condition publique des Soies
Ancienne condition publique des Soies
Ancienne condition publique des Soies
Ancienne condition publique des Soies
Ancienne condition publique des Soies
Crédit photo : GO69 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1779
Fondazione privata
1805
Nazionalizzazione
1804–1814
Costruzione
1842
Innovazione tecnica
1884
Ampliamento
1980
Classificazione MH
1982
Riabilitazione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Fronti e tetti su strada (compresa la porta d'ingresso) e su cortile; la scala monumentale (cad. E 254) : entrata per ordine del 20 febbraio 1980

Dati chiave

Jean-Louis Rast-Maupas - Fondatore Creata la prima condizione privata nel 1779.
Joseph-Jean-Pascal Gay - Architetto Progettato l'edificio tra il 1804 e il 1814.
Léon Talabot - Engineer Perfezionò il metodo di desiccation nel 1842.
Jules Dusuzeau - Direttore del Laboratorio Ricerca diretta sulla seta (1885–97).
Daniel Levrat - Direttore del Laboratorio Successore di Dusuzeau, fermo fino al 1940.

Origine e storia

La condizione delle sete di Lione, situata 7 rue Saint-Polycarpe nel 1 ° arrondissement, è stata costruita tra il 1804 e il 1814 su vecchi giardini dei Capucins. Progettato dall'architetto Joseph-Jean-Pascal Gay, ha incontrato un bisogno cruciale: misurare accuratamente l'umidità della seta per fissare il suo peso mercantile, evitando così le frodi in un business in rapida crescita. La sua architettura, ispirata ai palazzi italiani, riflette il suo ruolo istituzionale, con una facciata decorata con motivi simbolici (foglie di gelso, baco di seta) e una scala monumentale.

L'istituzione fu originariamente fondata nel 1779 da Jean-Louis Rast-Maupas, prima di essere ripresa nel 1805 dalla Camera di Commercio di Lione. Sotto Napoleone I, la sua creazione era parte di una serie di riforme per far rivivere la fabbrica di Lione, accanto alla corte dei lavoratori (1806) e una scuola di disegno. Il metodo di condizionamento – desiccation di seta a 140°C per misurare l'umidità residua – fu perfezionato dall'ingegnere Léon Talabot nel 1842. L'edificio, ampliato nel 1884, raggiunse il suo picco nella fine del XIX secolo (8.000 tonnellate trattate annualmente), prima di inclinarsi con l'arrivo di fibre artificiali.

Nel XX secolo, la condizione della seta ospita il Centro di Ricerca della Seta (50 anni) e, dopo la sua decommissione nel 1976, sarà riabilitata nel 1982 da Mortamet-Vidal-Manhés. Da allora ha ospitato la biblioteca comunale del 1° arrondissement, un centro sociale (Quartier Vitalité) e un'associazione di veterani. Monumento storico nel 1980 per le sue facciate e scale, testimonia l'età d'oro della seta di Lione, tra innovazione tecnica e influenza economica.

Il laboratorio di studi di seta, installato al secondo piano, ha svolto un importante ruolo scientifico sotto la direzione di Jules Dusuzeau (1885–97) e Daniel Levrat (1897-1940). La sua ricerca sul boomyx del gelso e la qualità dei fili, insieme ad analisi chimiche, hanno contribuito a meccanizzare fresatura e tessitura. Un bassorilievo di Pasteur, aggiunto nel 1924, richiama l'importanza dei progressi scientifici nell'industria tessile. Oggi, il luogo combina il patrimonio e la vita locale, perpetuando la memoria tecnica e sociale.

La condizione pubblica delle sete di Lione, secondo dopo quella di Torino (1684), fu creata con decreto nel 1805 per unificare le pratiche commerciali. Il suo processo di confezionamento – aggiungendo 11% di umidità standardizzata dopo la desiccation – è diventato un riferimento europeo. Il declino della seta nel XX secolo, di fronte alla concorrenza delle fibre sintetiche, portò alla sua chiusura nel 1976. La sua riabilitazione in uno spazio culturale e associativo nel 1982 lo ha reso un simbolo della conversione del patrimonio industriale di Lione.

Collegamenti esterni