Fondazione dell'Abbazia fin XIe siècle (≈ 1195)
Creato da due nobili inglesi.
1215
Libertà di abitanti
Libertà di abitanti 1215 (≈ 1215)
Atto firmato da Abbé Humbert.
fin XIIIe siècle
Ristrutturazione del lato letto
Ristrutturazione del lato letto fin XIIIe siècle (≈ 1395)
Aggiunto una finestra gotica.
XIVe-XVe siècles
Distruzione e restauro
Distruzione e restauro XIVe-XVe siècles (≈ 1550)
Guerre che portano a riparazioni parziali.
1641
Nomina di Pierre Séguin
Nomina di Pierre Séguin 1641 (≈ 1641)
Antiquario divenne Abbé of Fesmy.
1762
Abolizione dell'Abbazia
Abolizione dell'Abbazia 1762 (≈ 1762)
Entrate trasferite al seminario Arras.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Abbé Humbert - Padre di Fesmy
Libera gli abitanti nel 1215.
Pierre Séguin - Abbé e antiquariato
Diretto l'abbazia dal 1641.
Origine e storia
L'Abbazia di Fesmy di Saint-Étienne fu fondata alla fine dell'XI secolo da due nobili inglesi che volevano ritirarsi per servire Dio. Hanno costruito una cappella dedicata a San Stefano e edifici monastici intorno ai quali il villaggio di Fesmy si è sviluppato. Nel 1215, Abbé Humbert libera gli abitanti, segnando un passo chiave nella storia locale. La chiesa, probabilmente costruita nel XII secolo, fu distrutta nel XIV e XV secolo, richiedendo restauri parziali, visibili nell'evoluzione delle sue finestre.
Nel XVII secolo, l'abbazia fu guidata da Pierre Séguin, un rinomato antiquario divenuto abate nel 1641. Nel 1762, il suo reddito venne trasferito al seminario di Arras. Oggi, l'abbazia ha ancora una chiesa a singola nave con un comodino piatto, così come gli edifici del convento convertiti in una fattoria. La facciata ovest, romanica, contrasta con la rimodellata facciata gotica (fine XIII secolo), mentre l'assenza di piedini suggerisce una copertura in legno.
La chiesa abbandonata ora funge da fienile. Il suo cancello principale e le finestre, ora murate, così come un oculus riempito con la ghiandola occidentale, attestano i cambiamenti architettonici nel corso dei secoli. I resti, in calcare bianco, illustrano le transizioni tra stili romanici e gotici, riflettendo i tumulti storici (guerre, soppressioni) che hanno segnato questo monastero benedettino.