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Fondazione Vasarely à Aix-en-Provence dans les Bouches-du-Rhône

Fondazione Vasarely

    4 Avenue Marcel Pagnol
    13090 Aix-en-Provence
Fondation Vasarély
Fondation Vasarély
Fondation Vasarély
Crédit photo : Ugo V - Sous licence Creative Commons

Timeline

Époque contemporaine
2000
1969
Decisione della ZAC Jas de Bouffan
décembre 1973
Posa la prima pietra
30 mars 1973 et 9 juillet 1974
Smaltimento di terreno da parte del comune
1973–1976
Costruzione
1976
Inaugurazione della fondazione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Victor Vasarely - Artista e designer Creatore della fondazione e della sua architettura.
Félix Ciccolini - Sindaco di Aix-en-Provence Iniziatore del progetto urbano compreso la fondazione.
Jean Sonnier - Architetto capo Responsabile per la costruzione dell'edificio.
Claude Pradel-Lebar - Architetto e consigliere Supera le 42 opere monumentali (1975-1982).

Origine e storia

La Fondazione Vasarely è nata negli anni '70, un periodo di rapido cambiamento per Aix-en-Provence, una città che cresce in termini demografici e culturali. Sotto la guida del sindaco Félix Ciccolini, il comune cerca di bilanciare lo sviluppo urbano e l'attrazione turistica. Il progetto di uno Spazio di Sviluppo Concertato a Jas de Bouffan, compresi alloggi, strutture pubbliche e un centro culturale, simboleggia questa ambizione. È in questo contesto che Victor Vasarely, artista ungherese naturalizzato francese e pioniere dell'arte ottica, sceglie Aix-en-Provence per fondare la sua fondazione, sedotta dal suo dinamismo e dal suo patrimonio cezaniano.

Lo stesso Victor Vasarely ha progettato l'edificio, un insieme di sedici esagoni iscritti in un rettangolo di 87 metri da 40, ispirato dalla sua serie Tribute to Hexagon. Le opere, iniziate nel 1973 sotto la direzione degli architetti Jean Sonnier e Dominique Ronsseray, incorporano innovazioni tecniche come le facciate in alluminio anodizzato con i suoi motivi plastici. L'inaugurazione ebbe luogo nel 1976. Il centro ospita 42 integrazioni architettoniche, un auditorium e spazi dedicati alla ricerca, riflettendo il desiderio di Vasarely di fondere arte, architettura e tecnologia. La scala a doppia rivoluzione, ispirata ai castelli rinascimentali ma modernizzata, illustra questa sintesi.

La scelta di Aix-en-Provence deriva da un concorso tra Avignone, Marsiglia e quest'ultimo, scelto per la sua accessibilità, la sua rete autostradale, e il suo legame con Cézanne – il sito del Jas de Bouffan è quello dove viveva il pittore. Vasarely lo vede come simbolo della continuità artistica, come testimonia il suo messaggio depositato nelle fondamenta: "Da Cézanne a Vasarely: saremo degni". La costruzione mobilita le aziende locali, ad eccezione delle tecnologie avanzate, e segna il culmine dell'impegno dell'artista verso un'arte accessibile, partecipativa e immersiva.

Ranked Musée de France, l'edificio si distingue per la sua luce zenitale attraverso quattordici cupole piramidali e i suoi giochi ottici, prefigurando le esperienze visive interne. I materiali – vetro, alluminio, smalti di Briare – e il layout delle opere, progettati per destabilizzare il visitatore, lo rendono un manifesto di arte cinetica. Dopo l'inaugurazione, Vasarely supervisionò l'interior design, tra cui laboratori di ricerca e una biblioteca, con l'aiuto dell'architetto Claude Pradel-Lebar. La fondazione incarna così un'utopia: un luogo dove l'arte, la scienza e il dialogo industriale, ancorato nel territorio provenzale.

Il progetto fa parte anche di una logica di sviluppo territoriale. Gli anni '70 videro l'aumento di Aix-en-Provence da 54.000 a 137,000 abitanti in 30 anni, con l'espansione urbana alle altezze (quartiere di Jas de Bouffan). La fondazione, attirando un pubblico internazionale, rafforza l'immagine culturale della città, già portata dal suo Festival di Musica Lirica (creato nel 1948) e dai suoi sette musei. Diventa un simbolo di modernità, in contrasto con il patrimonio storico locale, riferendosi ad esso da argani architettonici come la scala rinascimentale rivisitata.

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