Costruzione del Padiglione Ufficiale 1763-1768 (≈ 1766)
Di Antoine-Louis Attiret, futuro Museo di Belle Arti.
1779
Scultura della fontana Attiret
Scultura della fontana Attiret 1779 (≈ 1779)
Diretto da Claude-François Attiret, in stile neoclassico.
1856
Restauro della fontana
Restauro della fontana 1856 (≈ 1856)
Conservazione e abbellimento.
15 novembre 1926
Classificazione dei monumenti storici
Classificazione dei monumenti storici 15 novembre 1926 (≈ 1926)
Protezione ufficiale con decreto ministeriale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Fontaine Attiret : iscrizione per decreto del 15 novembre 1926
Dati chiave
Claude-François Attiret - Scultore e architetto
Autore della fontana nel 1779.
Antoine-Louis Attiret - Ufficiale Pavilion Architect
Cousin de Claude-François, costruttore tra il 1763-1768.
Origine e storia
La fontana Attiret, conosciuta anche come la fontana di Arans o la porta di Arans, è una fontana pubblica situata in Rue des Arenes a Dole, dipartimento di Jura. Fu scolpita nel 1779 da Claude-François Attiret, in uno stile ispirato alla villa Franca de Brunelleschi di Roma. Originariamente concepita come una pentola per bere cavalli della cavalleria e fonte d'acqua per gli abitanti, fu restaurata nel 1856.
Il padiglione degli ufficiali del Castello di Dole, ora Museo delle Belle Arti, fu costruito tra il 1763 e il 1768 da Antoine-Louis Attiret, cugino di Claude-François. La vicina fontana presenta notevoli elementi architettonici: un bacino, un piedistallo sormontato da un vaso, e una nicchia rettangolare incorniciata da colonne doriche. Porta lo stemma della città e un'iscrizione in numeri romani (MDCCLXXIX) che indica la sua data di costruzione.
La Fontana di Attiret è classificata come monumento storico per ordine del 15 novembre 1926 ed è una testimonianza dell'architettura neoclassica del XVIII secolo. Il suo pedimento e la sua placca commemorativa richiamano il nome del suo scultore e la data del suo restauro. La fontana rimane un elemento emblematico del patrimonio doloiano, mescolando l'utilità pubblica e l'estetica ispirata all'antichità.
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