Costruzione della fontana 1864-1865 (≈ 1865)
Luogo Pont-de-Cité di Bourgois.
7 juillet 1988
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 7 juillet 1988 (≈ 1988)
Registrazione per ordine ufficiale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Fontana di Pont-de-Cité o Fontana Neptune, la parete su cui è appoggiata e la destra del terreno precedentemente delimitata da una griglia (Box BE 746): iscrizione per ordine del 7 luglio 1988
Dati chiave
François Constant Auguste Bourgois - Architetto
Produttore della fontana, nato ad Arras.
Vital-Dubray - Sculptore
Autore della scultura *Fluve*.
Origine e storia
La fontana di Pont-de-Cité, conosciuta anche come la fontana di Nettuno, è un'opera emblematica della città di Arras, eretta tra il 1864 e il 1865. Si trova in Piazza Pont-de-Cité, all'angolo delle strade di 29-Jullet e Saint-Aubert, sul sito dei vecchi bastioni della città, da cui il suo primo nome di "T errore-de-Cité". La sua architettura e le sue sculture lo rendono una notevole testimonianza dell'arte pubblica del Secondo Impero nella Hauts-de-France.
La fontana è opera dell'architetto François Constant Auguste Bourgois, nativo di Arras, mentre la scultura principale, intitolato River, è firmata dallo scultore Vital-Dubray e fusa dalla fonderia Ducel a Pocé-sur-Cisse. È stato classificato come monumento storico per ordine del 7 luglio 1988, tra cui la fontana stessa, la parete su cui è appoggiata e la terra destra di strada precedentemente delimitata da una griglia.
Il suo stile monumentale e la sua posizione centrale lo rendono un elemento chiave del patrimonio urbano di Arras. La fontana illustra l'importanza degli sviluppi idraulici e decorativi nelle città francesi nel XIX secolo, riflettendo sia il desiderio di abbellire che la celebrazione del progresso tecnico del tempo.
La protezione come monumento storico sottolinea il suo valore artistico e il suo ancoraggio nella storia locale. Le fonti, come le opere di Constant Le Gentil (The Old Arras, 1877), confermano il suo ruolo nella memoria collettiva della città, tra il patrimonio medievale (i bastioni) e la modernità del Secondo Impero.
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