La Fontana del Rifugio, costruita nel 1713 (o 1719 secondo le fonti), è una rara testimonianza architettonica del Rifugio di Riom, una struttura per la ricezione e la riabilitazione delle donne accusate di prostituzione o di dissolutezza. Questo edificio, che ora è estinto, è stato gestito da tutor sorella che ha supervisionato i residenti: alcuni sono stati posti lì per ordine del tribunale, altri volontariamente, spesso su richiesta delle loro famiglie. Le donne furono inizialmente isolate, seguite da una rasatura simbolica prima della loro "conversione". La fontana, unica vestigia di questo luogo, è integrata con una classica facciata Luigi XIV, decorata con pilastri dorici e un frontone triangolare.
"ESCA FAMI MORBISQUE SALUS SITIENTIBUS UNDA / SUNT QUAE DAT CHRISTI MUNERA VERA DOMUS", si traduce come "Fod per coloro che hanno fame, salute per i malati, bere per coloro che hanno sete / Queste sono le merci date dalla vera casa di Cristo." Questo testo riflette la vocazione caritativa e morale dell'istituzione, legata alla Chiesa. Jean-de-Berry Street, dove sorge la fontana, fu forato nel 1865 al sito dell'ex Rifugio, cancellando così la maggior parte delle sue tracce.
Ranked un monumento storico nel 1927, la fontana illustra la storia sociale e religiosa di Riom nel XVIII secolo. Il suo stile architettonico, sobrio ed equilibrato, tipico del periodo, contrasta con il suo passato legato alla repressione della prostituzione. Gli archivi menzionano che nel 1796, il padre mariano Jean Bonnet elencava 62 fontane a Riom, sottolineando l'importanza di queste opere nella vita quotidiana e simbolica della città. Oggi la Fontana del Rifugio rimane un simbolo ambiguo, mescolando il patrimonio artistico e la memoria degli emarginati.
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