Costruzione della fontana 1751-1752 (≈ 1752)
Data attestata da Wollbrett (1959)
1770
Primo restauro
Primo restauro 1770 (≈ 1770)
Gravure "RENOVATUM 1770"
1934
Registrazione monumento storico
Registrazione monumento storico 1934 (≈ 1934)
Ordine del 21 aprile 1934
1991
Restauro dei cigni
Restauro dei cigni 1991 (≈ 1991)
Finanziamento di Heiner Kroeher
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Fontana degli anni 18: iscrizione per decreto del 21 aprile 1934
Dati chiave
Étienne Lamy - Sculptore di Strasburgo
Autore del genio originale e del cigno
Heiner Kroeher - Patrono e compositore
1991 ristorante financier
Origine e storia
La fontana Neuwiller-lès-Saverne, che è stata elencata come monumento storico dal 1934, si distingue per il suo bacino ottagonale e la sua decorazione rocciosa. Si trova nel cortile del Capitolo, nel cuore del comune alsaziano. Secondo la ricerca storica (Wollbrett 1959), la sua costruzione risale al 1751-1752, come testimonia la sua assenza dal 1730 e la sua presenza sul piano del 1753. Originariamente fu incoronata con una piramide e un genio con un cigno d'oro, opere dello scultore Étienne Lamy di Strasburgo, probabilmente scomparsa durante la Rivoluzione.
Il livello centrale, decorato con una decorazione rocciosa, ora supporta un cigno in bronzo con ali semiaperte, restaurato nel 1991 grazie al finanziamento del compositore Heiner Kroeher. Varie date di restauro sono incise sulla fontana: MDCCCXXII (1822), RENOVATUM 1770, 1901, 1914 e 1934. Queste iscrizioni riflettono i vari interventi per preservare questo patrimonio, tra cui l'ultima iscrizione nel titolo di monumenti storici risalenti al 1934.
Architettonicamente, la fontana combina elementi barocchi e rococò, tipici dell'Alsazia del XVIII secolo. Il bacino curvo e le tabelle di iscrizione erosite aggiungono al suo carattere storico. Sebbene la posizione esatta sia "passabile" (livello 5/10), la sua posizione nel cortile del Capitolo lo rende un punto centrale del patrimonio locale. La fontana rimane una testimonianza del know-how artistico del tempo, in particolare di Étienne Lamy, e dei successivi restauri che hanno permesso la sua conservazione fino ad oggi.
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