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Fort de la Conchée à Saint-Malo en Ille-et-Vilaine

Patrimoine classé
Patrimoine militaire
Fort
Patrimoine défensif
Ille-et-Vilaine

Fort de la Conchée

    Fort de la Conchée
    35400 Saint-Malo
Fort de la Conchée
Fort de la Conchée
Fort de la Conchée
Fort de la Conchée
Fort de la Conchée
Fort de la Conchée
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Fort de la Conchée
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Fort de la Conchée
Fort de la Conchée
Fort de la Conchée
Fort de la Conchée
Crédit photo : Clipper - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1689
Inizio della guerra con l'Inghilterra
1692
Inizio costruzione
26 novembre 1693
Primo attacco inglese
juillet 1695
Resistenza vittoriana
1705
Completamento sotterraneo
1944
Bombardamenti statunitensi
1984
Classificazione monumento storico
1989
Inizio restauro
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Fort de la Conchée (Box AH 6): per ordine del 13 settembre 1984

Dati chiave

Sébastien Le Prestre de Vauban - Ingegnere militare Designer del forte, commissario di fortificazioni.
Siméon Garangeau - Vice Architetto di Vauban Disegnando le casemate e le volte.
Louis XIV - Re di Francia Sponsor delle fortificazioni costiere.
Raymond Cornon - Architetto di monumenti storici Primo compratore dopo la guerra nel 1947.
Alain Rondeau - Giornalista e appassionato Iniziatore di restauro moderno (1989).

Origine e storia

Il forte di La Conchée, situato su un'isola rocciosa al largo di Saint-Malo, fu costruito tra il 1692 e il 1695 sotto la direzione di Vauban, ingegnere militare di Luigi XIV. Questo ambizioso progetto mirava a proteggere la città dagli attacchi della flotta inglese, poi in guerra contro la Francia nel quadro della Lega di Augsburg. L'isola, difficile da raggiungere e sommersa dalle onde, fu trasformata in una fortezza casematizzata unica, dotata di cannoni da 48 libbre in grado di coprire la fossa normanna, area di ancoraggio strategica per le navi nemiche.

Vauban e il suo vice Simeon Garangeau disegnarono un forte con muri a volta spessi "alla prova della bomba", capaci di resistere al fuoco nemico mentre riparava una guarnigione autonoma per un mese. Le camere inferiori, protette da volte di circa 2 metri di spessore, casette in polvere, alloggi e anche una cappella. Già nel 1693, il forte subì un primo attacco britannico, dove furono catturati 65 lavoratori. Due anni dopo, nel 1695, resistette vittoriosamente ad un massiccio assalto di 100 navi anglo-Holland, dimostrando la sua efficacia strategica.

Il forte, completato intorno al 1705, fu gradualmente migliorato, con alloggio per gli ufficiali e una terrazza armata di cannoni. Tuttavia, la sua storia fu segnata da successive distruzioni: danneggiate da tempeste nel 1820, bombardate nel 1944 da artiglieria americana (in disprezzo), poi abbandonate per 25 anni. Dal 1989, un'associazione di appassionati ha intrapreso un attento restauro, dando vita a questo capolavoro del patrimonio militare di Breton.

Classificato un monumento storico nel 1984, il forte di La Conchaeus testimonia oggi le competenze degli ingegneri del XVII secolo. Le sue volte in granito, casemate e l'innovativo sistema di ventilazione per il periodo lo rendono un raro esempio di architettura difensiva marittima. Il restauro, che è ancora in corso, mira a preservare questo sito emblematico, accessibile solo in barca e soggetto ai capricci del mare.

L'origine del nome Conchea deriva dalla conchea latina ("shell"), con riferimento alle sculture della roccia. Il forte, lungo 65 metri, sposa la forma dell'isola e ospita camere notevoli, come la volta toro che Vauban ha descritto come "la più bella del cristianesimo". Nonostante i danni subiti nel 1944, la sua struttura resistette alle conchiglie, dimostrando la solidità della sua costruzione.

Oggi il forte è gestito da una società civile che continua il suo restauro, affidandosi alle tecniche tradizionali e ai materiali antichi. Le visite, anche se difficili a causa dell'isolamento del sito, permettono di scoprire una parte sconosciuta della storia marittima francese e ingegneria militare di Vauban.

Collegamenti esterni