Monumento storico 1922 (≈ 1922)
Ordine di protezione delle rovine.
Début XXe siècle
Ricerche particolari
Ricerche particolari Début XXe siècle (≈ 2004)
Opere condotte da de Vesly.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Le rovine nella foresta di Rouvray: classifica per decreto del 9 novembre 1922
Dati chiave
de Vesly - Archeologo
Ho cercato parzialmente il sito.
Origine e storia
Le costruzioni gallo-romane del Mare-du-Puits, situate sul territorio del comune di Oissel nella Senna-Maritime, costituiscono un complesso archeologico parziale ricercato all'inizio del Novecento. Questi resti, situati nella foresta di Rouvray, includono un fanum (santuario tipico della religione gallo-romana), un recinto fortificato e altre strutture inesplorate. La loro scoperta deve in particolare all'archeologo di Vesly, il cui lavoro ha permesso di identificare queste tracce di occupazione antica.
Classificata come monumento storico con decreto del 9 novembre 1922, queste rovine illustrano l'importanza degli insediamenti gallo-romani nell'Alta Normandia (ora Normandia). La loro posizione approssimativa, nota come "a priori soddisfacente" (livello 6/10), suggerisce un'occupazione strategica o religiosa, comune nelle aree forestali in quel momento. I dati disponibili non specificano l'esatta estensione del sito o il relativo uso dettagliato, ma la sua classificazione riflette il suo valore di patrimonio.
Il contesto gallo-romano in Normandia è stato caratterizzato da una progressiva romanizzazione delle popolazioni locali, con la costruzione di santuari (fana), strade e villa rurale. Fanums, spesso associati a fonti o sgomberi, servito come luoghi di culto sincretico, mescolando tradizioni gautiche e romane. La foresta di Rouvray, vicino a Rouen (ex Rotomagus), potrebbe ospitare altri siti simili, riflettendo un'organizzazione territoriale legata a canali di comunicazione e risorse naturali.
Nessuna informazione è disponibile su qualsiasi artefatto scoperto durante gli scavi, o sulla durata precisa dell'occupazione del sito. I resti attuali, anche se parzialmente studiati, offrono una testimonianza materiale delle pratiche architettoniche e religiose della Gallia romana in questa regione. La loro conservazione dipende ora dalla loro integrazione in un ambiente forestale, sollevando questioni specifiche di conservazione.