Crédit photo : Officetourismeplouescat - Sous licence Creative Commons
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Timeline
XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
12 novembre 1914
Monumento storico
Monumento storico 12 novembre 1914 (≈ 1914)
Protezione ufficiale delle sottostrutture per decreto.
Début du XXe siècle
Scoperto da Abgrall
Scoperto da Abgrall Début du XXe siècle (≈ 2004)
Aggiornamento delle sottostrutture.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Gallo-Roman Substructions of Gorré-Bloué Izella (cad. AI 70): Ordine del 12 novembre 1914
Dati chiave
Chanoine Abgrall - Archeologo e Discoverer
Sparito l'ipocausto.
Origine e storia
Le sottostrutture gallo-romane di Gorré-Bloué Izella, situate a Plouescat nel Finistère, sono resti archeologici risalenti al periodo gallo-romano. Questi resti, portati alla luce da Canon Abgrall, includono un ipocausto, un sistema di riscaldamento a pavimento tipico dei bagni romani o case. Le batterie di questo ipocausto erano ancora in atto quando sono stati scoperti, offrendo una rara testimonianza di ingegneria romana in questa regione di Breton.
Il sito è stato classificato come Monumento Storico per ordine del 12 novembre 1914, sottolineando la sua importanza di patrimonio. Oggi, i resti non sono più visibili, probabilmente coperti, e il sito è chiuso per visitare. La posizione esatta, anche se documentata (5 Cornamis, 29430 Plouescat), rimane approssimata, con precisione valutata come povera secondo le basi di dati disponibili.
La scoperta di queste sottostrutture fa parte di un più ampio contesto di occupazione romana in Armorica, dove i resti archeologici sono relativamente rari. Gli ipocausti, spesso associati ad edifici pubblici o privati, rivelano l'adozione di stili di vita romani da parte delle élite locali. A Plouescat, come altrove in Bretagna, queste tracce fisiche illustrano gli scambi culturali e tecnologici tra le popolazioni gauche e i coloni romani.
Canon Abgrall, una figura chiave nell'archeologia di Breton all'inizio del XX secolo, ha svolto un ruolo importante nell'identificazione e nella documentazione di molti siti antichi della regione. Il suo lavoro, anche se a volte limitato dai metodi del tempo, ha salvato preziose testimonianze come quelle di Gorré-Bloué Izella dall'oblio. La prima classificazione del sito nel 1914 riflette la consapevolezza del patrimonio emergente in Francia in questo momento.
Oggi, la mancanza di visibilità del sito solleva la questione della sua conservazione e valorizzazione. I dati disponibili da fonti come Monumentum o il database Merimée indicano una posizione inesatta (livello 5/10) e un indirizzo approssimativo. Questo contrasta con l'importanza storica del sito, evidenziando le sfide di preservare il patrimonio archeologico nelle aree rurali.
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