Classificazione monumento storico 8 mars 1938 (≈ 1938)
Registrazione mediante decreto ministeriale
Aujourd'hui
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Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Gallo-Roman Fanum (vestigini) (cad
Dati chiave
Louis-Auguste Bosseboeuf - Storia e archeologia
Rifuta l'ipotesi del fanum dall'inizio del XX secolo
Origine e storia
I resti del fanum gallo-romano di Marcé-sur-Esves, chiamato anche la pietra di Faon o la pila di Marcé-sur-Esves, si trovano a 1,7 km a nord del villaggio, vicino al confine comunale con Draché e Sepmes. Questo monumento, ora ridotto a un blocco di muratura in incertum opus (silex legato al mortaio) di 3 a 4 metri di lato e 2,50 metri di altezza, era probabilmente originariamente una pila funeraria o un edificio religioso. Il suo nome di fanum (tempio gallo-romano) rimane dibattuto, anche se diversi storici lo sostennero dopo la seconda guerra mondiale, mentre Louis-Auguste Bosseboeuf lo confutò dall'inizio del XX secolo.
Vicino all'antica via romana Vendôme-Poitiers (ora ripresa dal D336), il monumento subì scavi archeologici selvatici, causando il suo spogliarsi e un parziale spostamento verso il sud. All'inizio del 20 ° secolo, un secondo blocco che rappresenta la parte superiore della struttura era ancora visibile, ma da allora è scomparso, probabilmente frammentato. Nessuna traccia dell'assetto originale, supposto in grande apparato, è ora osservabile.
Classificato un monumento storico con decreto dell'8 marzo 1938, il sito conserva una struttura atipica completa per un fanum, che rafforza l'ipotesi di una pila funeraria. analogie architettoniche con monumenti simili nella Francia sudoccidentale suggeriscono una costruzione tra il II e il III secolo. Il luogo chiamato la Pietra, dove si trova, testimonia la sua importanza locale, anche se il suo uso esatto e il suo sponsor rimangono sconosciuti.
I degradi subiti nel corso dei secoli, unitamente all'assenza di approfonditi scavi scientifici, limitano la comprensione di questa vestigia. Il suo stato attuale, parzialmente crollato e privo dei suoi elementi superiori, riflette sia i pericoli della sua conservazione che l'interesse storico che ha suscitato per più di un secolo. I dibattiti sulla sua natura (pila fanum o funeraria) illustrano le sfide poste dall'interpretazione delle rovine gallo-romane in assenza di fonti scritte.
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