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Micoque Gisation in Eyzies-de-Tayac-Sireuil aux Eyzies-de-Tayac-Sireuil en Dordogne

Patrimoine classé
Sites archéologique
Gisement archéologique
Dordogne

Micoque Gisation in Eyzies-de-Tayac-Sireuil

    17 Chemin de Castel Girou
    24620 Les Eyzies-de-Tayac-Sireuil
Gisement de la Micoque aux Eyzies-de-Tayac-Sireuil
Gisement de la Micoque aux Eyzies-de-Tayac-Sireuil
Gisement de la Micoque aux Eyzies-de-Tayac-Sireuil
Gisement de la Micoque aux Eyzies-de-Tayac-Sireuil
Crédit photo : Auteur inconnu - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1895
Alla scoperta del sito
1896-1907
I primi scavi
8 mars 1922
Monumento storico
1979
Registrazione UNESCO
1989-1997
Rigaud e Debenath
1993
Nuova interpretazione sedimentaria
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il deposito (causa SA 84, 86): classificazione per ordine del 8 marzo 1922

Dati chiave

Pierre Fournier - Scoperta iniziale Prima di raccogliere artefatti segnalati.
Louis Capitan - Archeologo Ricerche nel 1896, descrizione di strumenti acheulean.
Denis Peyrony - Preistoria Ricerca e definizione di stratigrafia.
Otto Hauser - Ricercatore e ricercatore Campagne tra il 1906 e il 1907.
François Bordes - Specialista litico Studio delle industrie nel 1956.
Jean-Philippe Rigaud - Archeologo Ricerche e revisioni (1989-1997).

Origine e storia

Il deposito Micoque, situato nel comune di Eyzies-de-Tayac-Sireuil a Dordogne, è un sito preistorico emblematico dell'antico e medio Paleolitico. Fu scoperto nel 1895 dopo che un proprietario locale riportò a Pierre Fournier la presenza di pietre ritoccate. Gli scavi effettuati da archeologi come Louis Capitan, Édouard Harlé e Denis Peyrony alla fine del XIX secolo rivelarono industrie litiche senza precedenti, tra cui il Tayacian e il Micoquian, due importanti culture preistoriche. Il sito ha svolto un ruolo chiave nella comprensione della contemporaneità delle culture preistoriche, una volta considerate successive.

La ricerca continuò per tutto il XX secolo, con notevoli contributi di Otto Hauser, François Bordes, Henri Laville e Jean-Philippe Rigaud. Gli scavi hanno definito una complessa sequenza stratigrafica, divisa in tre gruppi sedimentari, il cui insieme medio ha fornito la maggior parte dei resti archeologici. Le date pongono questi depositi tra stadi isotopici 12 e 10, circa 480.000 a 335.000 B.C.E. Le industrie litiche, contrassegnate da strumenti come bifacce, raschietti e denticoli, testimoniano tecniche avanzate di dimensioni per il tempo.

Il sito Micoque è stato classificato come monumenti storici dal 1922 ed è uno dei quindici "siti e grotte preistorici adornati con la Valle di Vézère" elencati come Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dal 1979. Oggi è protetto ma accessibile, con visite di conferenza organizzate su prenotazione. Un pannello informativo, installato dall'International Prehistory Pole, segna una tappa sul percorso "Loop of the Micoque", permettendo ai visitatori di scoprire questo luogo fondamentale per lo studio della Preistoria Europea.

Gli scavi hanno anche rivelato che i depositi sedimentari, precedentemente attribuiti a fenomeni crioclastici, erano in realtà depositi alluvionali da flussi. Questa scoperta ha permesso una migliore comprensione delle condizioni ambientali del periodo, in particolare grazie alla presenza di gastropodi caratteristici di ambienti acquatici temperati. I livelli archeologici, anche se disturbati da fenomeni post-posizionali, rimangono una fonte preziosa per studiare le prime occupazioni umane in Europa.

Tra i manufatti più significativi ci sono strumenti acheulei e zasteri, oltre a bifacce accurate tipiche del Micoquiano. Queste scoperte hanno ridefinito le cronologie e i rapporti tra diverse culture preistoriche. Il sito continua a essere studiato, con recenti revisioni stratigrafiche, come quelle pubblicate da Jean-Pierre Texier e Pascal Bertran nel 1993, che hanno affinato la comprensione della sua storia sedimentaria e della cronologia.

Micoque è quindi un punto di riferimento per gli archeologi e gli storici, offrendo una visione unica degli stili di vita e delle tecnologie degli ominidi durante il Paleolitico. La sua iscrizione all'UNESCO e la sua classificazione come monumento storico sottolineano il suo patrimonio e l'importanza scientifica, sia a livello nazionale che internazionale.

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