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Grande moschea a Lione à Lyon 8ème dans le Rhône

Patrimoine classé
Patrimoine Musulman
Mosquée

Grande moschea a Lione

    146 Boulevard Pinel
    69008 Lyon

Timeline

Époque contemporaine
2000
1980
Creazione di ACLIF
1984
Prima licenza annullata
29 août 1989
Licence Pinel Boulevard
14 juin 1992
Posa la prima pietra
30 septembre 1994
Inaugurazione ufficiale
2011
Carica tramite Wikileaks
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Rabah Kheliff - Presidente dell'ACLIF Co-fondatore e project manager.
Kamel Kabtane - Co-fondatore di ACLIF Coinvolta nella raccolta fondi.
Michel Noir - Sindaco di Lione (1989-1995) Supporto politico per la costruzione.
Charles Pasqua - Ministro dei Culti (1994) Presente all'inaugurazione.
Robert Ballandras - Progettisti Designer.
Jean-François Carenco - Prefetto del Rodano (2011) Ho fatto fuori le accuse.

Origine e storia

La grande moschea di Lione è nata da un'iniziativa congiunta delle autorità religiose e civili alla fine degli anni '70 di fronte alla crescente necessità di un luogo di culto per la comunità musulmana. Nel 1980, l'associazione culturale Lione-Francese (ACLIF), fondata da Rabah Kheliff, Kamel Kabtane e Mohamed Tahar, è stata responsabile della raccolta fondi. Il progetto ha sperimentato ripetute opposizioni, in particolare da parte dei residenti e del Fronte Nazionale, con conseguente diverse cancellazioni dei permessi di costruzione tra il 1984 e il 1989.

Il progetto è finalmente iniziato nel 1992 dopo anni di controversie legali e politiche, con una prima pietra posata a giugno davanti a 3.000 persone. Inaugurata il 30 settembre 1994 alla presenza del ministro Charles Pasqua e del sindaco Michel Noir, la moschea diventa un importante centro culturale e sociale, offrendo una biblioteca, corsi arabi e aiuti alimentari. Il suo ruolo va oltre il quadro religioso, come testimonia la sua partecipazione alle Giornate del Patrimonio dal 2002.

La moschea è anche coinvolta nella certificazione halal tramite ARGML, un corpo creato per controllare i prodotti conformi ai principi islamici, tra cui carne e cosmetici. Nonostante le accuse non provate nel 2011 (riguardate ai documenti Wikileaks), le autorità locali, come il prefetto Jean-François Carenco, hanno negato qualsiasi connessione con le reti estremiste. Oggi, rimane un simbolo dell'Islam in Francia, unendo culto, educazione e solidarietà.

La sua architettura, firmata Robert Ballandras, comprende spazi di preghiera per 3.500 fedeli, così come strutture comunitarie. Il sito, situato sul Pinel Boulevard, è servito dai mezzi pubblici (stazione Laennec), facilitandone l'accesso. La genesi turbolenta del progetto riflette le tensioni sociali del tempo, ma anche il desiderio di integrare una comunità crescente nel paesaggio di Lione.

Collegamenti esterni