Il fienile di Morina, classificato come monumento storico, era uno dei pochi esempi conservati di un fienile cartusiano al momento della sua iscrizione. Questo tipo di costruzione, legata all'ordine del Chartreux, illustra l'architettura vernacolare e agricola delle comunità monastiche alpine. Il suo graduale abbandono, per mancanza di manutenzione o progetto di restauro, ha portato alla sua avanzata degradazione, lasciando solo le sue fondamenta e fondazioni, ora invase dalla vegetazione.
I fienili cartusiani hanno svolto un ruolo centrale nell'economia monastica medievale e moderna, servendo come luoghi di stoccaggio per le colture e le risorse necessarie per la vita autarchica dei monaci. Nelle regioni montagnose come il Chartreuse, questi edifici riflettevano l'adattamento a vincoli climatici e topografici, mostrando allo stesso tempo l'influenza spirituale ed economica dei Chartreuses sul loro territorio. Il loro declino, spesso legato alla secolarizzazione o all'abbandono delle pratiche agricole tradizionali, segna una rottura nella trasmissione di questo patrimonio.
L'attuale posizione del fienile, vicino al luogo chiamato Gerbetière a Saint-Pierre-de-Chartrouse, rimane approssimativo, con una precisione cartografica considerata mediocre (livello 4/10). Di proprietà del comune, il sito non sembra essere soggetto a misure di valorizzazione o apertura al pubblico, nonostante il suo interesse storico e architettonico. Il suo stato attuale pone domande sulla conservazione dei resti monastici rurali, spesso meno visibili dei maggiori edifici religiosi ma altrettanto rappresentativi della storia locale.