Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Gran Teatro di Digione à Dijon en Côte-d'or

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Théâtre
Côte-dor

Gran Teatro di Digione

    Place de la Sainte-Chapelle
    21000 Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Grand Théâtre de Dijon
Crédit photo : Christophe.Finot - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1802
Istruzione della Santa Cappella
2 décembre 1810
Posa la prima pietra
1811-1822
Interruzione del lavoro
4 novembre 1828
Inaugurazione del teatro
1839
Installazione di illuminazione del gas
1970
Ristrutturazione completa
29 octobre 1975
Registrazione per monumenti storici
2005
Ristorante interno
2021
Avvio di nuove ristrutturazioni
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti (Box BP 26): iscrizione per ordine del 29 ottobre 1975

Dati chiave

Jacques Cellerier - Architetto Progettista iniziale del teatro.
Simon Vallot - Architetto e ingegnere Completato il progetto dopo il 1814.
Frères Moench - Pittori Decorazione interna nel 1828.
Jean-Jacques Werner - Armadio e tappezzeria Fornitura di mobili reali.
Le Compasseur de Courtivron - Sindaco di Dijon Blazon nel vestibolo.
Fabien Drubigny - Architetto del patrimonio Responsabile lavori di ristrutturazione dal 2021.

Origine e storia

Il Gran Teatro di Digione, costruito tra il 1810 e il 1828, incarna l'entusiasmo per l'architettura neoclassica ispirata all'antichità, in voga sotto il Primo Impero. La sua posizione fu liberata dalla distruzione della Sainte-Chapelle nel 1802, fornendo spazio sufficiente per erigere questo imponente monumento. La prima pietra fu posata il 2 dicembre 1810, ma l'opera, interrotta tra il 1811 e il 1822 per motivi finanziari e tecnici, fu completata solo nel 1828. L'inaugurazione ebbe luogo il 4 novembre 1828, segnando la nascita di un importante luogo culturale per Dijon e la sua regione.

Il teatro è stato progettato dagli architetti Jacques Cellier e Simon Vallot, ispirati a modelli parigini come il Palais Brongniart e il Grand Théâtre de Bordeaux. La sua facciata iconica, decorata con otto colonne corinzie, domina una struttura rettangolare lunga 61 metri. All'interno, i fratelli Moench, decoratori parigini, fecero gran parte degli ornamenti nel 1828, mentre i mobili furono affidati a Werner, tappezzeria del re. La camera, in italiano e semicircolare, potrebbe inizialmente ospitare 1.000 spettatori, prima di successive ristrutturazioni (in particolare nel 1970 e 2005) ha ridotto questa capacità a 692 posti per migliorare il comfort.

L'illuminazione a gas, installata nel 1839, modernizzò l'edificio, seguito da riqualificazioni nel 1855 e 1887. Un restauro completo nel 1969-1970 introdusse lampadari in cristallo di Murano (datato 1900) e aria condizionata, preservando al contempo elementi storici. Le facciate e i tetti sono stati elencati come monumenti storici nel 1975, riconoscendo il suo valore di patrimonio. Oggi integrato nel Dijon Opera House, il Gran Teatro accoglie più di 60.000 spettatori all'anno, il 20% dei quali provengono da altre regioni o dall'estero, confermandone l'influenza culturale.

La storia del Gran Teatro è segnata anche da adattamenti tecnici e artistici. Nel 1832 le misure di sicurezza antincendio sono state rinforzate con un pozzo e serbatoi d'acqua. L'elettricità sostituì il gas nel 1900, e i cambiamenti strutturali (come la ricostruzione del primo balcone in cemento armato nel 1934) soddisfarono le esigenze della modernità. La fase, riqualificata nel 1953-1954, era dotata di una struttura metallica e di un gioco d'organo. Infine, dal 2021, una nuova campagna di ristrutturazione, guidata dall'architetto del patrimonio Fabien Drubigny, mira a modernizzare logge, strutture tecniche e spazio scenico, nel rispetto del patrimonio architettonico del monumento.

Il Grand Théâtre fa parte di una tradizione teatrale risalente al XVII secolo, con la Sala dei Tripot, poi la Commedia della rue Buffon nel 1812. La sua costruzione riflette le ambizioni culturali della città, sostenute da figure locali come il sindaco Le Compasseur de Courtivron, il cui stemma adorna ancora il vestibolo. Decorazioni interne, come basrilievi vegetali e ghirlande di frutta, così come i monumentali lampadari di cristallo di Venezia, testimoniano un'attenzione ai dettagli e una caratteristica fascista dell'epoca. Oggi il teatro rimane un simbolo del patrimonio Dijon, che unisce storia, arte e innovazione.

L'integrazione del Grand Theatre al Dijon Opera nel 2008, sotto l'etichetta Théâtre lyrique d'intégré national dal 2017, ha rafforzato il suo ruolo nella diffusione delle arti liriche e coreografiche. L'edificio, di proprietà del comune, continua a evolversi per soddisfare gli standard contemporanei, preservandone l'architettura classica. Le ultime ristrutturazioni, programmate fino al 2024, mirano a migliorare l'accessibilità e le prestazioni tecniche, garantendo così la sostenibilità di questo gioiello del XIX secolo per le generazioni future.

Collegamenti esterni