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Museo Gustave Fayet dell'Abbazia di Fontfroide à Narbonne dans l'Aude

Musée
Musée des Artistes peintres célèbres
Aude

Museo Gustave Fayet dell'Abbazia di Fontfroide

    Abbaye de Fontfroide
    11100 Narbonne

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1901
Appuntamento a Béziers
1905-1906
Gauguin retrospettivo
23 janvier 1908
Acquisizione di Fontfroide
1912
Acquisti del castello di Igny
août 1916
Acquisizione di Saint-André
2006
Apertura della Fayet Hall
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Gustave Fayet - Pittore, collezionista e patrono Ripristinare Fontfroide, raccoglie Gauguin e Redon.
Madeleine d'Andoque de Sériège - Moglie e collaboratori Co-acquerer di Fontfroide, supporto del suo progetto.
Odilon Redon - Pittore simbolico Autore dei segni *The Day* e *The Night* in Fontfroide.
Paul Gauguin - Pittore post impressionista L'artista di punta di Fayet.
Richard Burgsthal - Vetreria master Collabora con Redon per il vetro colorato.
Maurice Fabre - Critica dell'arte Consiglia Fayet alle sue acquisizioni.

Origine e storia

Il Museo Gustave Fayet si trova nell'Abbazia di Fontfroide, un monumento storico situato a sud di Narbonne, Occitanie. Questo posto deve il suo nome a Gustave Fayet (1865-1925), pittore simbolista, ceramista e patrono, vicino a Odilon Redon e Paul Gauguin. Fayet, erede di una famiglia di artisti e viticoltori, è appassionato della raccolta di grandi opere del XIX secolo, diventando uno dei primi acquirenti di Gauguin e Redon. Il suo impegno artistico si estende al restauro di siti di patrimonio, tra cui Fontfroide, che acquistò nel 1908 con la moglie Madeleine d'Andoque de Sériège.

L'abbazia, acquisita attraverso la vendita di dipinti di Cézanne e Gauguin, diventa un ambiente per opere commissionate dai suoi amici pittori. Odilon Redon crea due pannelli monumentali per la biblioteca (Le Jour et La Nuit), oltre a vetrate in collaborazione con Richard Burgsthal. Fayet installa anche pezzi della sua collezione personale, mescolando arte simbolista, ceramica e arazzi. Dopo la sua morte nel 1925, l'abbazia ha mantenuto una Fayet Hall dal 2006, esponendo le sue creazioni e quelle dei suoi contemporanei.

Gustave Fayet ha segnato anche la storia culturale di Béziers, dove ha diretto il museo locale nel 1901 e ha organizzato mostre annuali che evidenziano artisti d'avanguardia. Il suo patrimonio artistico si estende anche al castello di Igny (Essonne), acquisito nel 1912 e trasformato in un municipio dopo la sua morte, così come all'abbazia di Saint-André de Villeneuve-lès-Avignon, acquistato nel 1916. Le sue opere, sparse nei musei francesi (Louvre, Perpignan, Narbonne), testimoniano uno stile eclettico, tra simbolismo e sperimentazione tecnica.

L'abbazia di Fontfroide, ora classificata, rimane una testimonianza unica del suo patronato. Il museo ad esso dedicato presenta le sue collezioni, mentre mostre retrospettive, come quella di Elne nel 2006, celebrano il suo ruolo nel Rinascimento artistico della Linguadoca. La sua influenza si estende anche alla musica, come testimonia La Musique à la Belle Époque (2010), che si concentra sulla sua casa artistica tra Béziers, Parigi e Fontfroide.

Gli archivi di Fayet, conservati negli archivi dipartimentali degli Yvelines, così come le pubblicazioni recenti (come Gustave Fayet). Castelli, vigneti e patronati in Linguadoca, 2013), documentano il suo duplice patrimonio: quello di un artista sconosciuto e di un collezionista visionario. Sua moglie, Madeleine, ha svolto un ruolo chiave nella conservazione di Fontfroide, come descritto da questi Audois che hanno fatto la storia (2024).

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