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Hotel de Ressouches à Mende en Lozère

Lozère

Hotel de Ressouches

    3 Rue de l'Épine
    48000 Mende
Hôtel de Ressouches
Hôtel de Ressouches
Crédit photo : Sanguinez - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1337
Link al Capitolo della Mende
1639
Acquisizione dei Buissons
1665
Ristrutturazione importante
1887
Trattamento
19 août 1946
Classificazione parziale
18 octobre 2022
Riapertura del museo
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Porta a cortile e scala: iscrizione per ordine del 19 agosto 1946

Dati chiave

Virgile Bompard - Vescovo di Mende (1372-1375) Membro del proprietario della famiglia.
Urbain V - Papa (1362-1370) Offri una reliquia alla città.
Antoine Buisson - Signore di Resouches (1639) Date il suo nome all'hotel.
Lamy & Rieu - Industriale (1887) Crea la centrale elettrica.
Joseph-Marie Ignon - Studio di Mendian Nome dato al museo (1976-1995).

Origine e storia

L'Hotel de Ressouches è un palazzo trecentesco situato a Mende, Lozère. Le sue origini risalgono al XIV secolo quando apparteneva alla famiglia Bompard, tra cui Virgile Bompard, vescovo di Mende dal 1372 al 1375. Secondo la tradizione, la casa avrebbe ospitato una spina della Santa Corona, offerta da Papa Urbano V, nativo della regione, per arricchire il tesoro della cattedrale in costruzione. Questa reliquia avrebbe dato il suo nome alla strada dove sorge l'hotel.

Nel XVII secolo la famiglia Buisson de Ressouches, proprietaria dal 1639, intraprese importanti miglioramenti, tra cui la porta del cortile e una scala rinascimentale in pietra, datata 1665. Questi elementi, iscritti nei Monumenti Storici nel 1946, portano lo stemma della famiglia. L'hotel cambiò le mani, passando al Blanquet nel 1780, poi a Lamy e Rieu nel 1887, che installarono una centrale elettrica lì, rendendo Mende una delle prime capitali illuminate in Francia nel 1888.

L'edificio ha una vocazione industriale fino al 1974, sotto varie aziende (Majorel, Lozerian Energy Society, EDF). Dopo la sua chiusura, fu trasformato in un museo dipartimentale (Musée Ignon-Fabre, 1976-1995), poi nel Musée du Gévaudan nel 2022, sede di collezioni archeologiche e storiche lozérian. La sua storia riflette così i cambiamenti di Mende, dalla casa aristocratica alla fabbrica pioniera, prima di diventare di nuovo un importante luogo culturale.

L'hotel conserva tracce del suo passato medievale e classico, come la strada dell'Epine, dal nome della reliquia, e i resti del suo periodo industriale, ora sepolto. La sua scala a rampa e porta dorica, decorata con volute e pilastri, illustrano l'architettura civile del Grande Secolo, mentre il suo cortile, chiuso nel 1977, la struttura insieme.

L'attuale museo perpetua la missione della Lozère Society of Arts, Science and Arts (fondata nel 1819), che raccoglie oggetti gallo-romani (Sites de Javols, Lanuéjols) del XIX secolo. Queste collezioni, conservate dopo la chiusura del 1995, furono reimpostate nel 2022, rendendo Mende l'ultimo capitale a costituire un museo dipartimentale.

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