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Casa à Perpignan dans les Pyrénées-Orientales

Casa

    2 Rue Fabriqués d'en Nabot
    66000 Perpignan
Proprietà privata
Maison
Maison
Maison
Maison
Maison
Maison
Maison
Crédit photo : Sylenius - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1319 ou 1364
Incontri di soffitti dipinti
Seconde moitié du XIVe siècle
Costruzione iniziale
XVe-XVIe siècles
Espansioni nord
1839
Acquisizione di François Julia
Seconde moitié du XVIIIe siècle
Scala di ferro forgiata
1889
Monumento storico
1907
Asta
1910
Repurchase di Henri Jonquères d'Oriola
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Casa : classificazione per elenco 1889

Dati chiave

Joseph Nabot - Architetto sospetto Assegnato come il costruttore originale della casa.
François Julia - Proprietario nel 1839 Morì nella casa, acquisita nel XIX secolo.
Jean Julia - Erede di François Julia Proprietario fino al 1879, padre di Leon.
Léon Julia - Titolare e Ristrutturatore Lavoro costoso in debito con la famiglia.
Henri Jonquères d’Oriola - Proprietario (1910-1980) Riacquisto dopo l'asta.
L. Sallez - Restauro architetto (1914) Lavoro finalizzato al ripristino del carattere medievale.

Origine e storia

La Casa Julià, conosciuta anche come Casa Julia, è una residenza patrizia medievale situata a Perpignan, nel quartiere storico della parrocchia di San Giovanni, rue Fiabriés den Nabot. Costruito nella seconda metà del XIV secolo, appartiene originariamente alla famiglia borghese di Julià e incarna lo stile gotico catalano, con elementi architettonici come un portale in marmo bicromo (rose de Villefranche-de-Conflent e grigio-blu di Baixas) e un cortile interno con gallerie decorate con colonne scolpite e capitelli. La casa è composta da due corpi di edifici organizzati a L intorno a un cortile quadrato, con una torre a nord-ovest e una casa rettangolare, tutti distribuiti su tre livelli.

La storia della casa è caratterizzata da importanti trasformazioni. Attribuita all'architetto Joseph Nabot (il cui nome ispirava quella della strada), passò nelle mani della famiglia Julia nel XIX secolo: François Julia la possedeva nel 1839, poi suo figlio Jean fino al 1879, seguito da Léon Julia, che intraprese importanti lavori in debito con la famiglia. Astato nel 1907, fu acquistato da Henri Jonquères d'Oriola nel 1910, che lo tenne per 70 anni prima di rivenderlo. Classificato monumento storico nel 1889, la casa subì dei restauri nel 1882, 1913 e XX secolo, volti a riconquistare il suo carattere medievale, anche se alcuni elementi (come i soffitti dipinti o la scalinata del XVIII secolo) testimoniano i periodi successivi.

Le decorazioni interne di Casa Julià sono particolarmente notevoli. La grande camera ospita un soffitto dipinto con motivi floreali bianchi e neri, realizzato con uno stencil con un effetto realistico di profondità, mentre i raven e i solivi hanno colori brillanti (rosso, blu, marrone). Il patio presenta capitelli scolpiti paragonabili a quelli del chiostro di Santa Anne a Barcellona, mescolando influenze romaniche e gotiche. Gli scavi archeologici (2001) e le analisi dendrocrologiche rivelano tracce di un edificio del XIII secolo e sviluppi successivi nel XV, XVI e XVIII secolo, tra cui l'aggiunta di una scala in ferro battuto decorata con volute, sostituendo un grande grado medievale.

La casa illustra anche i cambiamenti sociali di Perpignan: residenza aristocratica nel Medioevo, diventa un edificio in affitto nel XIX secolo, con divisioni interne (la grande camera medievale è divisa in tre camere). I restauri del XX secolo, talvolta controversi (come copie di colonne), riflettono il desiderio di preservare un patrimonio minacciato dall'abbandono e dai costi di manutenzione. Oggi, Casa Julià rimane una rara testimonianza di architettura civile gotica catalana, nonostante le carenze nella datazione precisa di alcuni elementi.

La sua tipica organizzazione spaziale mediterranea, con un cortile centrale e gallerie, richiama le case patrizie della regione. I materiali locali (marbre, mattoni) e le tecniche decorative (vernici, sculture) sottolineano il suo ancoraggio nel contesto artistico e artigianale di Perpignan, poi crocevia culturale tra Catalogna e Linguadoca. Gargoyles, controsoffitti e stampaggi in policromo dimostrano una straordinaria maestria artigianale, conservata nonostante le vicissitudini storiche.

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