Restauro del campanile 2020 (≈ 2020)
Finanziato dal Patrimonio Lotto.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
La chiesa Saint-André, compresa la sua passeggiata e la sua corte, come mostrato in rosso sul piano annesso al decreto (Box AC 6, 7): classificazione per ordine dell'8 giugno 2017. L'ensemble formato dal presbiterio, dalla corte e dal Calvario della chiesa Saint-André, come rappresentato sul piano allegato al decreto (Box AC 6, 7): iscrizione per ordine del 24 marzo 2017
Dati chiave
Ali Tur - Architetto capo
Designer della chiesa e 100 edifici a Guadalupa.
Auguste Perret - Indiretta influenza architettonica
Ispirazione per giochi leggeri (Raincy, 1923).
Origine e storia
La chiesa di Saint-André de Morne-à-l'Eau, Guadalupa, fu costruita tra il 1930 e il 1933 dall'architetto Ali Tur per sostituire l'edificio distrutto dall'uragano Okeechobee nel 1928. Questo progetto, il primo del suo genere per Tur, segna una rottura con le tradizionali costruzioni in legno, favorendo cemento armato. L'architetto incorpora soffitti claustra e caisson per ottimizzare la luce naturale e la ventilazione, indirettamente ispirati al lavoro di Auguste Perret, tra cui la Chiesa di Notre-Dame du Raincy (1923). Il costo della costruzione è salito a 1.0800.000 franchi all'epoca (circa 1,2 milioni di euro oggi).
Il campanile e il presbiterio, originariamente progettato separatamente dalla chiesa, furono eretti nel 1936. Il campanile, aperto con claustra verticali e sormontato da una croce patta, è stato restaurato nel 2020 grazie al Heritage Lotto. L'edificio, che è stato elencato come monumento storico nel 1992 e nel 2017, incarna il rinnovamento architettonico post-ciclone in Guadalupa. Esso illustra anche l'adattamento dei principi moderni (beton, giochi leggeri) ai vincoli climatici tropicali, mentre serve come simbolo religioso e comunitario per la popolazione locale.
La chiesa adotta un piano basilicale senza transetto, con una navata centrale alta 13 metri, illuminata da baie verticali. Queste aperture, combinate con claustras in cemento stampato, creano caratteristici effetti chiari. Il parvis, delimitato dal presbiterio, forma un insieme armonioso progettato da Tur, riflettendo il suo approccio generale alla ricostruzione dell'isola. Tra il 1930 e il 1936, la sua agenzia costruì un centinaio di edifici a Guadalupa, tra cui cinque chiese, segnando il paesaggio architettonico coloniale.
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