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Chiesa di San Bartolomeo di Jonqueroles dans les Pyrénées-Orientales

Pyrénées-Orientales

Chiesa di San Bartolomeo di Jonqueroles

    1 Saint-Barthélémy
    66720 Bélesta

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
800
900
1000
1100
1200
1300
1400
1500
1900
2000
842
Prima indicazione toponionica
1020
Citazione in una volontà
Xe siècle
Costruzione probabile
1154
Regali a Templari
XIVe siècle
Scomparso dal villaggio
1989-1993
Scavi archeologici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Bernard Taillefer - Conte di Besalú Cita la chiesa nella sua volontà (1020).
Ramon Cassanyes - Chapelain de Jonqueroles Donatore ai Templari nel 1154.
Guillem de Vernet - Signore locale Famiglia coinvolta in donazioni (1154).
Patrice Alessandri - Archeologo Dirige gli scavi negli anni novanta.
Valérie Porra - Archeologo Pubblicare diversi studi sul sito.

Origine e storia

La chiesa di Saint Barthélemy di Jonqueroles, chiamata anche Sant Bertomieu de Joncaròlas en Occitan, è una chiesa pre-romana a Bélesta, nei Pirenei orientali. Costruito probabilmente nel X secolo, illustra l'architettura religiosa prima dell'anno Mil con la sua unica navata rettangolare e la sua abside trapezoidale leggermente spostata verso sud. Le sue arcate superate (più di mezzo cerchio) e le sue rare aperture, tra cui un cancello meridionale, sono caratteristiche delle chiese di questo periodo.

La prima menzione scritta di Jonqueroles risale all'842 sotto forma di luncariola, un toponimo legato al latino Juncus ("junc") che evoca un piccolo luogo paludoso. La chiesa fu menzionata per la prima volta nel 1020 nella volontà di Bernard Taillefer, conte di Besalú, che ne fece una parrocchia. Nel 1154, le donazioni ai Templari dalla famiglia Cassanyes e ai Vernets attestarono la sua importanza locale. Il villaggio sembra scomparire nel XIV secolo, ma la cura rimane ancora un secolo più tardi.

Gli scavi archeologici effettuati dagli anni '80 agli anni '90 (in particolare da Patrice Alessandri e Valérie Porra) hanno rivelato elementi di fortificazione e di moneta, suggerendo un ruolo difensivo o comunitario. L'edificio, ora in rovina, testimonia le dinamiche religiose e politiche delle Fenouillèdes medievali, tra l'influenza catalana e le seigneurie locali. Il suo graduale abbandono riflette gli sconvolgimenti demografici e territoriali della regione dopo il XIV secolo.

Il toponyme Jonqueroles si è evoluto nel corso dei secoli: loncheroliis (1154), Joncheroles (1340), e Jonquerolles (1400). Questo nome, associato con il cantiere (dove cresce la fretta), richiama il paesaggio ambientale passato. La chiesa, anche se disuso, rimane un segno storico degli scambi culturali tra Roussillon e Catalogna, come testimoniano gli studi di Lluís Basseda o Géraldine Mallet.

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