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Chiesa di San Martino di Sorcy-Saint-Martin dans la Meuse

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise gothique
Meuse

Chiesa di San Martino di Sorcy-Saint-Martin

    4 Place Raymond Poincaré
    55190 Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Église Saint-Martin de Sorcy-Saint-Martin
Crédit photo : Havang(nl) - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
900
1000
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
IXe siècle
Abbazia benedettina
1499
Diventa una chiesa parrocchiale
XVe siècle
Ricostruzione dopo il fuoco
1887
Sostituzione di vetrate
1995
Monumento storico
2006-2014
Restauro e riapertura
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa (caso AA 77): Ordine del 30 gennaio 1995

Dati chiave

Saint Martin - Patrono della Chiesa Rappresentato in sei bassorilievi del XVIII secolo.
Antoine Bertin - Pittore di vetro (1834-1904) Autore delle vetrate del 1887.
Saint-Joire - Lorrain scultore Autore dei bassorilievi di San Martino.
François-Louis Comon - Sculptor restauratore Ripristinare i bassorilievi dopo la Rivoluzione.
Claude de Saint-Vincent - Signore della Sorzia (XVIIe) Monumento funerario classificato nella chiesa.

Origine e storia

La chiesa Saint-Martin di Sorcy-Saint-Martin, situata nel dipartimento della Meuse nella regione del Grand Est, è costruita nel XV secolo sulla presunta posizione di un'abbazia benedettina del IX secolo, originariamente dedicata a Sainte-Marie-aux-Bois. Recenti indagini hanno rivelato una necropoli merovingiana sotto le sue fondamenta, attestando un'antica occupazione religiosa. L'attuale edificio, ricostruito dopo un incendio nel XV secolo in stile ogivale, divenne chiesa parrocchiale nel 1499 sotto l'autorità della diocesi di Toul, servendo i villaggi di Sorcy e Saint Martin.

Classificato un monumento storico nel 1995, la chiesa si distingue per la sua architettura gotica fiammeggiante: una navata a quattro campate senza transetto, un comodino a cinque lati illuminato da baie in rete fiammeggianti, e invidia e volte di terza linea. Il campanile, probabilmente la parte più antica, è coperto da una cupola ottagonale e da una scala a vite romanica restaurata nel 2008. Le vetrate, distrutte durante la Rivoluzione, furono sostituite nel 1887 da Antoine Bertin, precursore della scuola Nancy, mentre gli arredi interni (sedia, retables, bassorilievi) testimoniano la ricchezza artistica del XVII e XVIII secolo.

La chiesa ospita sepolture signorili, tra cui quelle delle famiglie dei castelli Emmi e Sorcy-bas, scoperte sotto il pavimento. La sua decorazione comprende sei bassorilievi del XVIII secolo che rappresentano la vita di St.Martin, un pulpito in pietra scolpito ispirato a quello di Saint-Roch a Parigi, e caratteri battesimali classificati. Dopo lavori importanti tra il 2006 e il 2014, l'edificio, chiuso nel 1999 per danni, riaperto al pubblico. Il cimitero parrocchiale, precedentemente adiacente, fu spostato nel 1833, lasciando spazio per un'iscrizione latina sul suo portale: HODIE MIHI, CRAS TIBI.

Tra gli oggetti protetti vi sono un Cristo del XV secolo sulla Croce, bancarelle del XVII secolo, un monumento funebre elencato di Lord Claude di Saint Vincent, e nove vetrate firmate da Bertin. Questi elementi, identificati nella base di Palissy, illustrano l'importanza del patrimonio della chiesa, sia un luogo di culto, una necropoli seigneuriale e una testimonianza di arte lorena.

La storia della chiesa riflette gli sconvolgimenti locali: distruzione da fuoco, confisca diocesana, rivoluzioni artistiche e politiche. La sua riapertura nel 2014, dopo decenni di restauro, segna la conservazione di un patrimonio religioso, architettonico e commemorativo, radicato nella storia della Mosa e del Grande Oriente.

Collegamenti esterni