Costruzione di un edificio 1ère moitié du XIXe siècle (≈ 1865)
Periodo di costruzione stimato.
23 octobre 1980
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 23 octobre 1980 (≈ 1980)
Protezione frontale e tetto.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Facciata e tetto su strada (cad. 01 : 04 BC 71): iscrizione per ordine del 23 ottobre 1980
Origine e storia
L'edificio del 20 rue Cambon, nel 1° arrondissement di Parigi, risale alla prima metà del XIX secolo. Questo edificio, rappresentante dell'architettura parigina di quel periodo, si distingue per la sua facciata e il suo tetto, protetto da un decreto di iscrizione sotto il titolo di Monumenti Storici dal 23 ottobre 1980. Questi elementi architettonici, caratteristici dello stile Haussmanniano o pre-Hhaussmanniano, testimoniano le trasformazioni urbane di Parigi sotto la Restaurazione o la Monarchia di luglio.
La posizione dell'edificio, in un quartiere centrale e storico di Parigi, suggerisce la sua integrazione in un tessuto urbano in rapida evoluzione nel XIX secolo. A quel tempo, il 1° arrondissement era un luogo di potere, commercio e residenza borghese, dove le facciate degli edifici riflettevano lo status sociale dei loro proprietari. L'iscrizione parziale dell'edificio (solo facciata e tetto) indica il desiderio di preservare elementi emblematici, consentendo un moderno adattamento degli interni, ora di proprietà di una società privata.
Fonti disponibili, tra cui la base Merimée e Monumentum, confermano l'indirizzo esatto e la protezione del patrimonio dell'edificio. Tuttavia, poche informazioni sono fornite sul suo uso storico o gli occupanti. L'accuratezza della posizione, valutata come "passabile" (nota 5/10), suggerisce piccole incertezze sulle coordinate GPS, anche se l'indirizzo postale è chiaramente identificato. Nessuna menzione è fatta della sua attuale accessibilità al pubblico, sia che si tratti di visite, affitti o alloggi.
Annunci
Si prega di accedere per inviare una recensione