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Jardin de la Fontaine à Nîmes dans le Gard

Gard

Jardin de la Fontaine

    26 Quai de la Fontaine
    30900 Nîmes
Jardin de la Fontaine
Jardin de la Fontaine
Jardin de la Fontaine
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Jardin de la Fontaine
Crédit photo : Daniel Villafruela. - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
600 av. J.-C.
500 av. J.-C.
100 av. J.-C.
0
1700
1800
1900
2000
VIe siècle av. J.-C.
Prima occupazione del sito
Ier siècle av. J.-C.
Creazione di Augusteum
1739-1741
Riscoperti resti romani
1745-1755
Sviluppo del giardino
1840
Monumento storico
1991
Evoluta posizione del sito
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Thermes antiquariato et nymphée (Tempio di Diane): classificato per lista di 1840; Parcel 306, compreso il seminterrato e tutti gli elementi architettonici e decorativi che comprende (escluse le parti classificate); pacco 307 cosiddetto terreno di Solignac, compreso il seminterrato; Mas-Rouge edifici su Parcel 1; pacchi 2, 3 e 4, incluso sottosuolo (escluse le parti classificate) (Box DV6, da 306, da 47) Tutto il Jardin de la Fontaine, compreso il seminterrato, con tutti gli edifici e gli elementi architettonici e decorativi che comprende così come il canale in tutta la sua lunghezza (parco 306, ad eccezione della parte 306P corrispondente all'ex buvette); facciate e tetti dell'ex arancio o padiglione d'ingresso (Box DV 10, 306): classificazione per decreto del 23 agosto 1991

Dati chiave

Jacques-Philippe Mareschal - Ingegnere militare e architetto Designer di giardini (1745-1755).
Jean de Clapiès - Ingegnere e matematico Esperto sul lavoro idraulico (1739).
Pierre Gros - Archeologo Identifica Augusteum nel 1984.
Nicolas Sébastien Adam - Sculptore Autore di statue (1720).
Pierre Guiraud - Ingegnere locale Propone un piano per l'acqua (1740).

Origine e storia

I Giardini della Fontana sono organizzati intorno ad una fonte venerata fin dall'antichità, molto prima dell'arrivo dei Romani. Questo sito, occupato dall'età del ferro (VI secolo a.C.), divenne un importante distretto delle Nîmes gallo-romane con la costruzione di un vasto insieme culturale, l'Augusteum, dedicato all'imperatore Augusto. I resti ancora visibili oggi, come il tempio di Diane e la Torre Magne, testimoniano questo periodo sontuoso in cui il santuario ospitava celebrazioni imperiali e spettacoli di Dionisiaci. La rete idraulica romana, parzialmente riscoperta nel XVIII secolo, alimentava la città e strutturava lo spazio sacro.

Nel XVIII secolo, la riscoperta di antiche rovine durante le opere di approvvigionamento idrico trasformò il primo progetto di utilità in un progetto di abbellimento urbano. Tra il 1745 e il 1755, l'ingegnere Jacques-Philippe Mareschal, nominato da Luigi XV, progettò un giardino in stile francese che rispettava i resti antichi, con terrazze, bacini e navate. I mulini medievali, installati sul canale romano, sono distrutti per ripristinare il flusso della fonte. Mareschal incorpora elementi decorativi come statue e vasi del Castello di Mosson, creando uno dei primi parchi pubblici europei.

Il XIX secolo portò a notevoli cambiamenti: la scomparsa dei padiglioni d'ingresso, la creazione di un viale nel 1871, e la riforestazione della terra acquisita dalla città nel 1819. Gli scavi archeologici rivelano anche un quartiere popolare indigeno e edifici pubblici romani, confermando l'importanza del sito come luogo di culto sincretico, dove le divinità locali (come Nemaususususus) e gli imperiali vivevano insieme. Classificato come monumento storico nel 1840, il giardino è oggi un notevole esempio della sovrapposizione dei tempi, combinando l'antico patrimonio e il patrimonio classico.

L'organizzazione dei giardini poggia su un piano simmetrico incentrato sulla sorgente, con una doppia scala in mezza luna che porta alla ninfae e canali ispirati alle infrastrutture romane. Le specie mediterranee (pins, aeroplani, cedri) e gli elementi decorativi (statue di Nicolas Sébastien Adam, vasi Medici) evidenziano il dialogo tra natura e storia. Il sito, aperto gratuitamente al pubblico, rimane un simbolo della romanità nîmes e del suo adattamento alle esigenze moderne, preservandone la vocazione originaria come luogo sacro e risorsa vitale.

Recenti ritrovamenti archeologici, come iscrizioni votive Gallo-Greco o linteli con vacche cefaliformi, confermano che l'Augusteum era uno spazio culturale unico, paragonabile alla sebasteia orientale. I Romani integrarono i culti locali senza soppiantarli, creando un sincretismo religioso in cui il culto imperiale era sovrapposto alle tradizioni indigene. Questo patrimonio, classificato come monumenti storici ed etichettato "Remarkable Garden", illustra così la continuità tra il celto di Nemausus, la colonia romana e la città contemporanea.

Collegamenti esterni