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Castello di Rosanbo à Lanvellec en Côtes-d'Armor

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château Médiéval et Renaissance
Côtes-dArmor

Castello di Rosanbo

    D22
    22420 Lanvellec
Château de Rosanbo vue aérienne
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Château de Rosanbo
Crédit photo : Chateaualainderosanbo - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XVe siècle
Costruzione del palazzo gotico
1683
Trasformazione in una gentilhommière
1688
Matrimonio di Geneviève de Coskaër
1794
Esecuzioni rivoluzionarie
22 mars 1930
Registrazione per monumenti storici
1958
Aperto al pubblico
2007
Creazione della fondazione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Castello: iscrizione con decreto del 22 marzo 1930 - Colombier et jardins; ampio e piccolo parco, tra cui tutte le terrazze e la statuaria (cad. A 206-211, 213, 303): registrazione per ordine del 20 marzo 1995

Dati chiave

Geneviève de Coskaër de Rosanbo - Erede e moglie Moglie Luigi II Le Peletier nel 1688
Louis II Le Peletier - Presidente del Parlamento di Parigi Prendi il nome Rosanbo sollevato
Jean-Baptiste de Chateaubriand - Marito di Aline de Rosanbo Fratello di François-René de Chateaubriand
Alain, marquis de Rosanbo - Ultimo proprietario aperto al pubblico Fondata la fondazione nel 2007
Louis Joubert - Architetto del XVIII secolo Trasformare finestre e tetti del castello
Achille Duchêne - Paesaggio Ripristinare il parco nel XX secolo

Origine e storia

Il castello di Rosanbo, situato a Lanvellec nella Côtes d'Armor, domina la valle del Bô, affluente dello Yar che cade nella baia di Saint-Michel-en-Grève. Il suo nome Breton, roz an Bo ("promontorio sul Bô"), riflette la sua posizione strategica, occupata dal Medioevo da una casa forte, poi una residenza gotica nel XV secolo. Questo sito, controllando l'accesso alla baia, è stato trasformato in un castello per contrastare le invasioni del nord, prima di diventare una residenza seigneuriale.

La struttura attuale è il risultato di molteplici campagne di costruzione, dal palazzo medievale alle espansioni del XVII e XVIII secolo. Nel 1683, il castello fu trasformato in gentilhommière, con importanti aggiunte come un cortile chiuso nel XIX secolo e tetti al Mansart. L'architetto Louis Joubert ha preso parte al XVIII secolo, creando grandi finestre e interni raffinati, mentre Achilles Duchêne ha ridisegnato il parco all'inizio del XX secolo, integrando terrazze, charmille e statue.

Il castello è rimasto nella stessa famiglia dal XIV secolo, segnato da prestigiose alleanze. Nel 1688 Geneviève de Coskaër de Rosanbo sposò Luigi II Le Peletier, presidente del parlamento parigino, ottenendo il permesso da Luigi XIV di alzare il nome Rosanbo. La rivoluzione francese colpì duramente la famiglia: nel 1794 diversi membri, tra cui Aline de Rosanbo e suo marito Jean-Baptiste de Chateaubriand (il fratello maggiore di François-René), furono ghigliottinati. Solo il loro figlio Louis sopravvive.

Nel XX secolo, Alain, Marchese di Rosanbo, aprì il castello al pubblico nel 1958 e creò nel 2007 una fondazione riconosciuta come pubblica utilità nel 2011. La proprietà, elencata come monumenti storici dal 1930 (castello) e 1995 (parco), comprende giardini in stile francese, un colombecote del XVII secolo e annessi come stalle e un casale. Un incendio ha devastato un'ala nel 1967, ma il sito ha mantenuto alcuni elementi notevoli, tra cui un fascino di 2,5 km e un labirinto creato nel 2009.

Gli archivi di Rosanbo, depositati nell'Archivio Nazionale, testimoniano la sua ricca storia, con fondi legati a Vauban, Malesherbes e Le Peletier. Il castello evoca anche figure illustri come Colbert, Tocqueville, o Pithou, attraverso i suoi appartamenti e la biblioteca. Oggi Francesca, Marchese de Rosanbo, perpetua il patrimonio familiare mantenendo il pubblico aperto e preservando questo importante patrimonio bretone.

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