Prima menzione papale 1119 (≈ 1119)
Bolla di Papa Gélasus II citando la chiesa.
1585
Il crollo della navata
Il crollo della navata 1585 (≈ 1585)
Durante le guerre di religione.
1587
Ricostruzione della navata
Ricostruzione della navata 1587 (≈ 1587)
In pietra Mane, stile ispirato.
1603
Cloche classificato data
Cloche classificato data 1603 (≈ 1603)
Monumento storico dal 1990.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Gélase II - Papa
Menzionò la chiesa nel 1119.
Famille de Valbelle - Signori locali
Armi su litro funerario conservato.
Maria Fidèle Patritti - Pittore (1811–67)
Autore di due dipinti nella chiesa.
Origine e storia
La chiesa di Notre-Dame de Beauvoir, in stile romanico, è menzionata per la prima volta nel 1119 in una bolla papale di Gélase II. A quel tempo, dipendeva dall'abbazia di Saint-André de Villeneuve-lès-Avignon. Questo documento attesta la sua anzianità e importanza religiosa nel Medioevo. Il suo termine originale, anche se non specificato in questo testo, sarà poi associato a Saint Blaise, un protettore tradizionalmente invocato contro mal di gola e malattie animali.
Durante le guerre di religione, che scosse la Provenza nel XVI secolo, la chiesa subì gravi danni: la sua navata crollò nel 1585. La ricostruzione fu immediata, già nel 1587, utilizzando Mane Stone, un noto materiale locale. Il modello scelto si ispira alla Chiesa carmelitana di Manosque, riflettendo le influenze architettoniche regionali. Questo periodo di ricostruzione segna una transizione tra lo stile romanico originale e le aggiunte rinascimentali, visibili nella struttura attuale.
La navata, divisa in quattro campate ad arco, termina con un'abside semicircolare sormontata da un arco ogivale, caratteristico dei cambiamenti tardo gotici. Tra gli elementi notevoli, un busto reliquiario di Saint Tulle (18 ° secolo), vestigia di litro funebre corazzato della Valbelle (famiglia seigneuriale locale), e due dipinti di Maria Fidèle Patritti (1811–67) testimoniano la ricchezza patrimonio dell'edificio. Il campanile dell'arco, che porta tre campane, una delle quali è stata elencata come monumento storico dal 1990 (datato dal 1603), domina l'ingresso e simboleggia la persistenza del culto nonostante i pericoli storici.
La chiesa, ancora sotto il nome di San Biagio, illustra la continuità liturgica e comunitaria dal Medioevo. Gli oggetti mobili, come i nove dipinti e le quattro statue, così come le tracce araldiche della Valbelle, richiamano il suo ruolo centrale nella vita religiosa e sociale di Sainte-Tulle. Le campagne di restauro, soprattutto dopo il 1585, mostrano l'attaccamento degli abitanti a questo luogo, nonostante i conflitti e i cambiamenti politici.
Architettonicamente, l'edificio combina parti romaniche (abside, parete) e aggiunte del XVI e XVIII secolo (voûts, arredamento d'interni). Questa sovrapposizione di stili riflette gli sviluppi artistici e le esigenze liturgiche nel corso dei secoli. Oggi, la chiesa di Notre-Dame de Beauvoir rimane una grande testimonianza del patrimonio religioso provenzale, classificato e protetto per i suoi valori storici ed estetici.
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