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Chiesa parrocchiale di Sainte-Anne

Chiesa parrocchiale di Sainte-Anne

    Rue du Calvaire
    97227 Sainte-Anne
Eglise paroissiale Sainte-Anne
Eglise paroissiale Sainte-Anne
Eglise paroissiale Sainte-Anne
Crédit photo : Patrice78500 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1693
Destruction by the English
fin XVIIe siècle
Costruzione della cappella originale
1817
La distruzione di un ciclone
1824
Ricostruzione della chiesa
1866
Espansione della Chiesa
1869-1877
Opere di Padre Hurard
12 novembre 1990
Monumento storico
2003-2006
Restauro completo
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetto, ad eccezione del campanile (Box H 324, 325): iscrizione con decreto n. 902013 del 12 novembre 1990

Dati chiave

Abbé Hurard - Curé de Sainte-Anne (1869-1877) Iniziatore di altari di marmo e calvario.
Béraud - Matrimonio a Puy-en-Velay Autore di altari di marmo (1873-1878).
Gérard Jacqua - Architetto degli edifici di Francia Diretto il restauro (2003-2006).
Mgr Michel Méranville - Vescovo di Fort-de-France Riinaugurato la chiesa nel 2006.

Origine e storia

La chiesa parrocchiale di Sainte-Anne, situata nel centro del paese di Sainte-Anne in Martinica, trova le sue origini alla fine del XVII secolo con la costruzione di una cappella dedicata a Sant'Anna, servita dai Cappuccini. Questa prima cappella, dipendente dalla chiesa di Marin, fu distrutta nel 1693 dagli inglesi, poi ricostruita e eretta come chiesa parrocchiale sotto il nome di Sainte-Anne des Salines. La sua storia fu segnata da ripetute distruzioni, tra cui un ciclone nel 1817, con conseguente ricostruzione nel 1824, data incisa sulla sua facciata.

L'attuale edificio, di stile gesuita influenzato dal XVII e XVIII secolo, fu ampliato a metà del XIX secolo per soddisfare le esigenze della parrocchia. Nel 1866 vennero aggiunte due cappelle che formavano un falso transetto e un coro semicircolare, mentre Abbé Hurard (curé dal 1869 al 1877) iniziò grandi opere: la sostituzione di altari di legno con altari di marmo bianco venati di grigio, firmati dal marbrier Béraud du Puy-en-Velay, e la costruzione di un calvario sulla mora che domina il villaggio. Questo ordeal, sempre luogo di pellegrinaggio annuale, offre viste sulla baia e sulla roccia Diamant.

Classificato come monumento storico con decreto del 12 novembre 1990 per le sue facciate e i suoi tetti (ad eccezione del campanile), la chiesa ha ricevuto importanti restauri nei primi anni 2000. Il campanile in cemento è stato ricostruito nel 1991, seguito dalla ristrutturazione delle coperture e delle facciate tra il 2003 e il 2006, sotto la direzione di Gérard Jacqua, architetto dei Bâtiments de France. L'edificio, una proprietà mista del comune e dello stato, è stato riaperto nel 2006 dal vescovo Michel Méranville.

L'architettura della chiesa combina elementi in pietra di taglio (elevazione, infissi) e soffietti, con pavimenti inizialmente rivestiti con piastrelle in terracotta. All'interno, gli altari di marmo, tra cui quello del Sacro Cuore inaugurato nel 1878, testimoniano l'influenza artistica metropolitana, mentre il monumentale percorso trasversale, partendo dal retro della chiesa, conduce al calvario situato a 59 metri sul livello del mare. Questo sito rimane un importante simbolo religioso e culturale per la popolazione locale.

Le fonti storiche, tra cui l'opera di Joseph Rennard (La Martinica: Storia delle parrocchie, 1951), sottolineano il ruolo centrale della chiesa nella vita comunitaria, dalla sua fondazione ai suoi restauri contemporanei. La sua iscrizione nei monumenti storici e la sua posizione nel cuore del villaggio lo rendono un patrimonio emblematico della Martinica, mescolando il patrimonio coloniale, resilienza a disastri naturali e devozione popolare.

Collegamenti esterni