Costruzione della chiesa romanica XIIe siècle (≈ 1250)
Costruzione pisane iniziale del convento.
1552
Fondazione del convento primitivo
Fondazione del convento primitivo 1552 (≈ 1552)
Di Fratel Mariano de Nebbio.
1630
Ricostruzione del convento
Ricostruzione del convento 1630 (≈ 1630)
Autorizzazione papale per il culto.
1758
Console di Pascal Paoli
Console di Pascal Paoli 1758 (≈ 1758)
Luogo di decisioni strategiche corsa.
1790
Chiusura rivoluzionaria
Chiusura rivoluzionaria 1790 (≈ 1790)
Venduto come proprietà nazionale nel 1796.
1970
Acquisto e ristorazione
Acquisto e ristorazione 1970 (≈ 1970)
Diventa un cottage rurale oggi.
1989
Monumento storico
Monumento storico 1989 (≈ 1989)
Protezione della chiesa e del chiostro.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Facciate e tetti di edifici conventi; giardini terrazzati (cad. H 320 - 323, 326, 330, 331, 1113, 1116): ingresso per ordine del 7 settembre 1977; Cappella; gallerie e piano di chiostro (cad. H 323, 1115): classificazione per decreto del 21 luglio 1989
Dati chiave
Frère Mariano de Nebbio - Cappuccino Fondatore
Creata la provincia cappuccina della Corsica.
Pascal Paoli - Capo della Resistenza Corsica
Una consultazione fu organizzata nel 1758.
Origine e storia
Il convento di San Giuseppe a Santo-Pietro-di-Tenda venne ad essere nel XII secolo con la costruzione di una chiesa romanica, probabilmente Pisana, che serviva come base per la costruzione del convento nel XVII secolo. Nel 1552, fra Mariano de Nebbio, fondatore della provincia cappuccina della Corsica, eresse un primo convento, poi nel 1630, il papa autorizzava la sua ricostruzione vicino alla chiesa esistente, permettendo ai monaci di praticare il culto lì. L'ensemble, che unisce architettura romanica e edifici conventi del XVII secolo, organizza intorno a un chiostro, una cappella in marmo cipolina e giardini terrazzati.
Nel XVIII secolo, il convento divenne un luogo centrale nella storia dell'isola, soprattutto durante le rivolte corsa contro Genova. Nel 1758 ha ospitato una consultazione presieduta da Pascal Paoli, una grande figura dell'indipendenza della Corsica, dove sono state prese decisioni strategiche per organizzare la resistenza. Dopo la chiusura del convento nel 1790 durante la Rivoluzione francese, riaprì brevemente nel 1794 prima di essere definitivamente venduto come bene nazionale nel 1796. Le sue rovine, acquistate nel 1970, sono state restaurate per diventare una gita rurale, preservandone così il patrimonio architettonico e storico.
La chiesa, a volte con creste e un cul-de-four abside decorato con arcate scolpite, riflette l'influenza pisane del XII secolo. Il campanile a due piani, perforato da portici, e le quattordici celle dei monaci al primo piano testimoniano la vita monastica passata. Il convento è stato classificato come monumento storico nel 1989 per i suoi elementi conventi, chiostro e chiesa, mentre facciate e tetti sono stati registrati nel 1977. La sua storia è inseparabile dalle lotte della Corsica per l'autonomia, in particolare sotto la guida di Paoli, e il suo ruolo spirituale e comunitario nel Nebbio.
Situato in una tenuta agricola di ulivi secolari, lontano dal villaggio di Santo-Pietro-di-Tenda, il convento illustra anche l'evoluzione economica della regione. Nel XX secolo, l'esodo rurale e il declino dell'agricoltura tradizionale trasformarono gli Agriati, precedentemente pascoli e terreni coltivati, in una zona conservata dove rimangono i resti preistorici, come i dolmen del Monte Revincu. Oggi il sito coniuga patrimonio storico e turismo, con attività come escursioni sul Sentiero delle Dogane o alla scoperta delle spiagge selvagge di Saleccia e Lotu.
Il convento di San Giuseppe incarna così sia un patrimonio religioso, simbolo di rivolte corsa, sia una testimonianza dell'adattamento degli spazi rurali nel corso dei secoli. Il suo restauro e la sua conversione in una gita rurale perpetuano la sua memoria, integrandosi in una dinamica contemporanea di valorizzazione del patrimonio corso.
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