Apertura del Jacob Workshop 1972 (≈ 1972)
Galleria di Parigi dedicata all'arte al di fuori degli standard.
1978
Mostra *I Singuliers of Art*
Mostra *I Singuliers of Art* 1978 (≈ 1978)
ARC-Museo di Arte Moderna di Parigi, 200.000 visitatori.
1983
Inaugurazione di La Fabuloserie
Inaugurazione di La Fabuloserie 1983 (≈ 1983)
Apertura del museo a Dicy di Alain Bourbonnais.
1987-1989
Soccorso del Manège de Petit Pierre
Soccorso del Manège de Petit Pierre 1987-1989 (≈ 1988)
Rimozione e riassemblaggio in La Fabuloserie.
2014
Morte di Caroline Bourbonnais
Morte di Caroline Bourbonnais 2014 (≈ 2014)
Fine della sua leadership, presa in carico dalle loro figlie.
2019-2020
30° anniversario del Manège
30° anniversario del Manège 2019-2020 (≈ 2020)
Celebrazione del lavoro di Pierre Vosard.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Alain Bourbonnais - Fondatore e collezionista
Architetto, creatore dei "Turbulents*, ha aperto il museo.
Caroline Bourbonnais - Co-fondatore e Direttore
Gestire il museo fino al 2014.
Jean Dubuffet - Pioniere dell'arte cruda
Supporto da Alain Bourbonnais e il Jacob Workshop.
Pierre Avezard (Petit Pierre) - Artista autodidatta
Creatore del *Manège*, il centro del museo.
Simone Le Carré-Galimard - Artista di assemblaggio
Opere esposte al Jacob Workshop e La Fabuloserie.
Michel Ragon - Critico d'arte e amico
*Les Singuliers de l ́art* (1978).
Origine e storia
La Fabuloserie è un museo privato d'arte al di fuori della norma, inaugurato nel 1983 a Dicy (ora Charny-Orée-de-Puisaye, Yonne) da Alain Bourbonnais. Questo luogo unico, concepito come un gabinetto di curiosità, espone più di mille opere di artisti autodidatta, legate all'arte cruda. Si compone di due spazi: la casa-museo, dedicata a dipinti, disegni e sculture, e il giardino abitato, un museo all'aperto popolato da sculture monumentali e installazioni da sogno. Tra i pezzi iconici ci sono i Turbulent di Alain Bourbonnais, gli assemblaggi di Simone Le Carré-Galimard, e il Manège de Petit Pierre, un lavoro meccanico salvato e cresciuto tra il 1987 e il 1989.
L'avventura di La Fabuloserie trova le sue radici nel laboratorio di Jacob, una galleria parigina aperta nel 1972 da Alain e Caroline Bourbonnais. Supportato da Jean Dubuffet, pioniere dell'arte cruda, i Bourbonnais hanno esposto designer marginali come Emile Ratier, Francis Marshall e Giovanni Podestà. La galleria si è chiusa nel 1982, lasciando spazio a La Fabuloserie, pensato come risultato naturale del loro impegno. Due grandi mostre hanno segnato questa transizione: Les Singuliers de l'art (1978, ARC-Museum d'Art moderne de Paris), con 300 pezzi della loro collezione, e Outsiders (1979, Hayward Gallery, Londra), dove Alain Bourbonnais ha prestato parte delle sue opere.
Fabuloserie incarna una visione magica e sovversiva dell'arte, celebrando i creatori ai margini delle istituzioni. Alain Bourbonnais, architetto e collezionista, mescola il proprio lavoro (come i Turbulents) con quello di artisti come Janko Domsic, Camille Vidal o Pierre Avesard (noto come Petit Pierre). Dopo la sua morte nel 1988, sua moglie Caroline, poi le loro figlie Agnes e Sophie, continuarono il museo. Dal 2014, mostre temporanee (ad esempio i favolosi paesaggi di Paul Amar, 1999) e tributi (ad esempio Caroline Bourbonnais nel 2015) hanno mantenuto viva questa avventura familiare e artistica.
L'arte fuori norma, distinta dall'arte cruda, ingenua o popolare, è definita dalla sua natura personale e non convenzionale. Le opere, spesso realizzate con materiali di recupero, riflettono universi onirici o mistici. Figure come Emile Ratier (sabotier divenne scultore di giostre in legno) o Camille Vidal (creatore dell'Arca di Noè in cemento armato) illustrano questa ricerca di libertà creativa. La Fabuloserie, attraverso le sue pubblicazioni (La Fabuloserie, art hors-les-normes, 2009) e le sue collaborazioni (Halle Saint-Pierre, Musée du Dr Guislain), rimane un punto di riferimento per questa arte marginale.
Il museo fa parte di una rete internazionale, come testimoniano le mostre itineranti (La Fabuloserie. Museum of Devils and Angels, 2000, Germania) o partenariati (collezione A.K. Polonia, 2017). Il suo omonimo neologismo, Fabuloserie, evoca sia la collezione di taccuini che film di Alain Bourbonnais e lo spirito meraviglioso del luogo. Oggi il museo continua ad esplorare questo patrimonio attraverso progetti come il 30° anniversario del Manège de Petit Pierre (2019-2020) o mostre dedicate agli artisti contemporanei (Jean Bordes, 2020-2021).