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Laugerie-Haute des Eyzies-de-Tayac-Sireuil aux Eyzies-de-Tayac-Sireuil en Dordogne

Patrimoine classé
Abris sous roche
Dordogne

Laugerie-Haute des Eyzies-de-Tayac-Sireuil

    D47
    24620 Les Eyzies-de-Tayac-Sireuil
Laugerie-Haute des Eyzies-de-Tayac-Sireuil
Laugerie-Haute des Eyzies-de-Tayac-Sireuil
Laugerie-Haute des Eyzies-de-Tayac-Sireuil

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
0
100
1800
1900
2000
24 000 à 15 000 ans BP
Periodo di occupazione
1863
Inizio degli scavi
1927
Monumento storico
1936-1939
Grandi campagne di scavo
1979
Classificazione UNESCO
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Jean M. Auel - Romance Ispirato dal sito per i bambini della Terra*.
André Cheynier - Archeologo Studiò gli strati inferiori (1960).
Alain Roussot - Archeologo Lampade intagliate analizzate (1974).
Jean-Gaston Lalanne - Preistoria Scoperto uno scheletro e incisioni (1907).

Origine e storia

Il rifugio Laugerie-Haute, situato sulla riva destra della valle del Vézère all'Eyzies-de-Tayac-Sireuil (Dordogne), è stato uno dei quindici siti preistorici del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dal 1979. Questo eccezionale deposito, scavato a partire dal 1863 e poi a tappe fino al 1939, ha rivelato una continua occupazione umana oltre 20.000 anni, dal Périgordien al Magdalenian (24 000 a 15.000 anni BP).

Gli scavi rivelarono abbondanti strumenti litici, oggetti ossei e mobili, confermando la sua importanza come habitat preistorico. Il rifugio, lungo 200 metri, si estende oltre 1000 m2 alle rive del Vézère. I suoi strati archeologici attestano le occupazioni successive durante il Gravettien, il Solutrean e il Magdalenian.

Ranked Historic Monument nel 1927 e 1941, il sito è ora accessibile al pubblico con visite di conferenza organizzate dal National Monuments Centre. Ha ispirato il romanziere Jean M. Auel per i suoi romanzi Les Refuges de pierre e Le Pays des Grottes Sacrées, evidenziando la sua importanza culturale e scientifica.

Le scoperte includono strumenti flint, incisioni in legno renne (come un glutton di Magdalenia), e lampade intagliate. La ricerca, documentata da archeologi come André Cheynier e Alain Roussot, ha contribuito a ricostruire i modi di vita dei cacciatori-collegatori nella regione del Paleolitico superiore.

Il rifugio illustra l'evoluzione delle tecniche e dell'arte preistoriche, con un'elaborata industria ossea e blocchi incisi negli strati superiori. La sua classificazione all'UNESCO, insieme ad altri siti della Valle di Vézère, testimonia il suo valore universale nella comprensione delle società paleolitiche.

Collegamenti esterni