Aperto al pubblico 28 avril 2001 (≈ 2001)
Apertura ufficiale del 1° giugno.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Henry de Lumley - Ricerca CNRS
Ha diretto gli scavi e sostenuto il progetto.
Jean Courtin - Ricerca CNRS
Co-leader degli scavi del Verdon.
Norman Foster - Architetto
Progetta l'edificio del museo.
Jean Gagnepain - Primo direttore
Ha diretto il museo dal 1999 al 2010.
Bernard Bottet - Discoverer scientifico
Rivelato il buon balsamo nel 1946.
Origine e storia
Il Musée de Préhistoire des gorges du Verdon è stato creato per valorizzare le scoperte archeologiche effettuate tra il 1957 e il 1971 durante gli scavi preventivi effettuati prima della costruzione delle dighe idroelettriche di EDF nel Verdon. Questa ricerca, condotta da Henry de Lumley, Jean Courtin e Charles Lagrand (CNRS), ha rivelato circa 60 depositi preistorici, fornendo eccezionali mobili archeologici e dati chiave sulle popolazioni provenzali dal Paleolitico all'età del bronzo. L'importanza scientifica di queste collezioni ha portato il Consiglio Generale delle Alpi-de-Haute-Provence ad avviare la creazione del museo, inaugurato nel 2001.
Il progetto museale è stato lanciato nel 1986 da due Consiglieri di Quinson City, con il supporto di Henry de Lumley, che ha lanciato gli scavi al Baume Bonne nel 1988. Nel 1990, il Consiglio Generale ha approvato all'unanimità la creazione del museo, affidando il suo progetto all'architetto Norman Foster (un partner del museale Bruno Chiambretto) dopo un concorso vinto nel 1992. La prima pietra è stata posta nel 1997, grazie al finanziamento congiunto del dipartimento, dello stato, della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, dell'Europa e di altri partner. Il museo ha aperto il 28 aprile 2001, sotto la direzione di Jean Gagnepain.
L'edificio, di forma oblunga (lungo 120 metri), si integra nel Parco Naturale Regionale del Verdon con un'architettura moderna caratterizzata da un insieme di curve concave e convesse. Il suo atrio centrale, creato tra queste curve, funge da sala di ricevimento. La collezione permanente traccia un milione di anni di storia umana in Provenza, dalla formazione delle gole di Verdon alla conquista romana, attraverso circa venti spazi museali. I reperti provengono dagli scavi di 60 siti locali, risalenti all'età paleolitica, neolitica e bronzo.
Il museo fa parte di una rete scientifica e turistica tra cui la Grotta del Baume Bonne, classificata come monumento storico dal 1992, che attesta un'occupazione umana per 400.000 anni. Un borgo preistorico ricostruito (con habitat ispirati a Terra Amata o al Paleolitico Superiore) e un centro di ricerca completano l'offerta. Il museo offre anche mostre temporanee, come una galleria dedicata a un gregge preistorico (mammouths, rinoceronti lana, megaceros), e laboratori didattici per tutti gli spettatori. Etichettato Turismo & Handicap e certificato ISO 9001, è aperto da febbraio a dicembre.
Le gole del Verdon, abitate dal Paleolitico, rimangono un importante terreno di studio. Anche se il Baume Bonne è un sito chiave, il grande canyon di Verdon non è mai stato sistematicamente esplorato. Il museo svolge quindi un ruolo attivo nel rilancio della ricerca archeologica, accogliendo ricercatori e studenti nei suoi laboratori dedicati alla geologia e al paleoambiente. Il suo servizio educativo offre visite e workshop tutto l'anno, tranne il martedì (escluse le vacanze scolastiche e luglio-agosto).
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Collezione
Plus de 350 000 objets préhistoriques sont présentés dans le musée sur les différents Âges (Paléolithique, Néolithique etc...) et la vie quotidienne des peuplades préhistoriques.