Origine e storia
La livrea di un cardinale fu un palazzo eretto ad Avignone per accogliere un cardinale e la sua suite durante il periodo in cui il papato risiedeva nella città nel XIV secolo. Queste residenze, inizialmente semplici case borghesi requisite dall'amministrazione papale, furono gradualmente trasformate in veri palazzi. Il loro nome libratae deriva dal fatto che sono stati "consegnati" ai principi della Chiesa, cioè messi a loro disposizione dal papato. Nel corso del tempo, i cardinali comprarono queste case per ingrandirle e abbellirle, pur mantenendo il termine "delivery", che era diventato inadatto.
Le livree sono state organizzate con una grande preoccupazione per l'aspetto, riflettendo il prestigio dei loro occupanti. In genere includevano una sala da ricevimento (un spogliatoio), una sala da festa (tinello), una sala da lavoro (studio), camere private, una cappella e gallerie organizzate intorno a un prato o un chiostro. Una seconda corte spesso ospitava case dei servi, stalle e annessi. All'esterno, queste residenze imitarono l'aspetto difensivo del palazzo del Papa, con torri che simboleggiavano il potere, e furono protette da recinzioni in pietra o legno. Le residenze secondarie, situate in campagna, avevano vari nomi come bastidi, alberghi o palazzi, tranne quando erano conventi.
Tra le più notevoli livree di Avignone, la livrea di Albano (place de l'Horloge) fu occupata da cinque cardinali, tra cui Étienne Aubert, futuro Papa Innocenzo VI. La sua torre, costruita da Audoin Aubert nel 1363, conserva un arredamento eccezionale: una volta dorata a stella su uno sfondo blu notte, pareti dipinte con motivi orientali e un'iscrizione in personaggi enigmatici. La cappella al secondo piano, con piastrelle verdi, unisce simboli degli evangelisti e ritratto di Innocenzo VI. Trasformato in un municipio nel XV secolo, una volta ospitava archivi comunali.
La livrea di Ceccano (vicino a Piazza Saint-Didier) si distingue per la sua torre scanalata, iniziata da Pierre d'Arrablay e completata da Annibal de Ceccano. I suoi tre livelli conservano decorazioni araldiche, fregi di cinque foglie e affreschi parziali. La livrea di Canillac, con la cosiddetta torre di ufficialità (1356), servì come sede del palazzo dei papi (1398-1411). I suoi resti includono testate blindate e un soffitto dipinto, mentre la sua cappella era la scena di un episodio militare in cui un bombardamento sparato sul palazzo.
Altre consegne, come quella dei Puits de Saunerie, ospitavano figure notevoli, tra cui il futuro antipap Clemente VII (Robert de Genève) e Papa Benedetto XII (Jacques Fournier). La loro torre, ancora visibile in via Carnot, fu costruita da Guillaume de la Saunerie nel 1336. La livrea del Puy, vicino all'arcidiocesi, ha rivelato nel 1969 affreschi e un soffitto dipinto di 30 metri, decorato per un abortito ricevimento di Benedetto XII e Filippo VI di Valois nel 1336. Queste scoperte illustrano lo splendore di decori, spesso ispirati a motivi di caccia o araldici, progettati per impressionare i brand hosts.
A Villeneuve-lès-Avignon, situato nel regno della Francia, il termine "delivered" è inappropriato: gli storici preferiscono parlare di alberghi o palazzi, perché queste case sono state costruite dai cardinali stessi, come il palazzo d'Annibal de Ceccano (ora il museo Pierre-de-Luxembourg). Queste residenze, spesso circondate da giardini, contrastano con le livree più urbane e fortificate di Avignonnais. Il loro destino incrociato, come quello delle livree di Ceccano e Venezia ad Avignone, riflette alleanze e rivalità all'interno del Sacro Collegio.
Nel corso dei secoli, molte consegne furono trasformate: alcune divennero collegi (come la livrea di Poitiers, convertita in Collège du Roure), altre provenienti da musei (Petit Palais, Musée Calvet). Il loro patrimonio architettonico, nonostante la distruzione e la ristrutturazione, rimane una testimonianza unica della vita parrocchiale di Avignone, dove il potere spirituale, la diplomazia e l'arte raffinata di vivere sono stati mescolati. Il loro studio rivela anche le tensioni tra il papato e i signori locali, come Raimond de Turenne, la cui rabbia contro Clemente VII fu innescata dalla confisca dell'hotel di Turenne a beneficio della livrea di Thury.
Annunci
Si prega di accedere per inviare una recensione