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Logis de Chavigny in Sainte-Gemme-la-Plaine en Vendée

Patrimoine classé
Demeure seigneuriale
Logis
Vendée

Logis de Chavigny in Sainte-Gemme-la-Plaine

    Chavigny
    85400 Sainte-Gemme-la-Plaine

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1500
1600
1700
1800
1900
2000
Fin XIe siècle
Fondazione dell'Abbazia di Moreilles
2e moitié XVe siècle
Costruzione della casa attuale
1791
Vendita come un bene nazionale
XVIIIe siècle
Trasformazione in casa abbaziale
3 février 1999
Registrazione Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Logis (ZP 100, 127): registrazione per ordine del 3 febbraio 1999

Dati chiave

Information non disponible - Nessun personaggio citato nelle fonti Gli archivi non menzionano i nomi.

Origine e storia

La casa di Chavigny, situata a Sainte-Gemme-la-Plaine (Vendée), trova le sue origini in un fienile dipendente dall'abbazia cistercense di Moreilles, fondata alla fine dell'XI secolo. Questo sito monastico, segnato dalla guerra dei cent'anni, vide il suo fienile ricostruito in casa durante la seconda metà del XV secolo, integrando elementi difensivi e residenziali caratteristici dell'epoca (scivoli in viti, camini, cornice di Bordeaux). Questi adattamenti riflettono sia le esigenze di sicurezza post-conflitto e l'evoluzione degli standard di comfort per i proprietari religiosi o laici.

Nel XVIII secolo, il fienile medievale fu trasformato in una casa abbaziale, segno di un adattamento agli usi residenziali del Vecchio Reggimento. La Rivoluzione francese segna un punto di svolta: l'Abbazia di Moreilles fu venduta come proprietà nazionale nel 1791, e i Logis de Chavigny, ora separati dal suo contesto monastico, attraversarono secoli mantenendo tracce delle sue fasi successive. La sua iscrizione nei monumenti storici nel 1999 (per la casa e i suoi annessi) evidenzia il valore del patrimonio delle sue strutture del XV secolo, nonostante i cambiamenti successivi.

L'edificio illustra così gli strati storici di un territorio segnato dal monachesimo medievale, dalle ricostruzioni del dopoguerra e dagli sconvolgimenti rivoluzionari. La sua architettura ibrida — sia utilitariana (grange), residenziale (logis), sia simbolica (abbaziale) — lo rende un testimone dei successivi adattamenti di un patrimonio religioso ad usi secolari, preservando al contempo notevoli elementi tecnici come la sua struttura o la sua scala a chiocciola.

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