Costruzione iniziale limite XVIe–XVIIe siècles (≈ 1750)
Logis e lucernari scolpiti costruiti.
2e moitié XVIIIe siècle
Aggiunte Rock
Aggiunte Rock 2e moitié XVIIIe siècle (≈ 1850)
Cappella decorata con stucco.
11 septembre 2006
Registrazione MH
Registrazione MH 11 septembre 2006 (≈ 2006)
Cappella e facciata protetti.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
L'intera cappella, con la sua pala d'altare; la facciata principale della casa e la sua copertura con i quattro lucernari scolpiti (Box ZE 63): iscrizione per decreto dell'11 settembre 2006
Dati chiave
Information non disponible - Nessun nome citato
Le fonti non menzionano nessun personaggio.
Origine e storia
Le logis de la Bluttière è una casa a Charcé-Saint-Ellier-sur-Aubance, nel dipartimento di Maine-et-Loire (Pays de la Loire). Risalente al confine tra il XVI e il XVII secolo, conserva elementi architettonici tipici di questo periodo, come i lucernari scolpiti. Questo monumento illustra l'evoluzione degli stili tra il tardo rinascimento e il classicismo emergente, con tracce di stucco di roccia aggiunte nel XVIII secolo nella sua cappella.
La cappella della casa, interamente conservata con la sua pala d'altare, e la facciata principale decorata con quattro finestre scolpite, sono state inscritte in monumenti storici per ordine dell'11 settembre 2006. Queste protezioni evidenziano il valore del patrimonio delle decorazioni interne ed esterne, che sono la prova di trasformazioni estetiche tra l'inizio dell'era moderna e le aggiunte tardo barocche. L'edificio riflette così la storia locale di Anjou, dove le case seigneuriali o borghesi spesso mescolavano funzioni residenziali e religiose.
Anche se le fonti non menzionano figure storiche legate alla sua costruzione o all'uso, la sede del Bluttiere è situata in un contesto regionale segnato dall'influenza di famiglie nobili o ricche. Quest'ultimo ha plasmato il paesaggio architettonico di Angelvin, tra palazzi rurali e residenze urbane, integrando spazi devozionali privati come questa cappella. La sua recente registrazione (2006) riflette un riconoscimento tardivo ma crescente del patrimonio secondario, spesso oscurato dai castelli più prestigiosi della regione.
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