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Casa accatastamento tavole di Jouandis en Dordogne

Casa accatastamento tavole di Jouandis


    24440 Beaumontois en Périgord
Proprietà del comune
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Maison à empilage de planches de Jouandis
Crédit photo : MOSSOT - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1600
1900
2000
XIVe siècle
Costruzione iniziale
1453
Fine della guerra dei cent'anni
1472-1485
Prima ondata di immigrazione
1515-1530
Seconda ondata di immigrazione
1971
Discovery e studio
27 décembre 1996
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Casa, esclusa l'appentis del XX secolo (Box D 258): per ordine del 21 ottobre 1997

Dati chiave

François Fray - Ricercatore e storico Studiato e documentato queste case nel 1971.
Jules Momméja - Storico locale Rispetto a queste case per costruzioni norvegesi nel 1903.
Henri Raulin - Autore del Corpus di Architettura Rurale Usato il termine "part-on-piece" per Savoy.

Origine e storia

La casa con tavole di Jouandis, situata a Beaumontois a Périgord, è un monumento storico risalente al XIV secolo. Fa parte di una serie di case costruite impilando di tronchi quadrati, una tecnica rara in questa regione di confine tra l'Etànese e il Périgord. Queste costruzioni, studiate dal 1971 da François Fray e dall'Associazione des Amis du Pastourais, si concentrano intorno ai cantoni di Villeréal e Castillonnès, con una diffusione verso Issigeac e Villeneuve-sur-Lot. La loro datazione precisa, stabilita dalla dendrocronologia, pone la loro costruzione tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, anche se alcune fonti evocano un'origine del XIV secolo per questo esemplare.

Queste case in legno testimoniano un periodo di rifornimento dopo la guerra dei cent'anni, che aveva devastato Agenese e Périgord. Due ondate di immigrazione, tra il 1472-1485 e il 1515-1530, contribuirono a ricostruire i villaggi devastati, grazie in particolare all'arrivo delle famiglie del Massiccio Centrale (Rouergue, Quercy, Auvergne, Limousin) e del Poitou. I signori locali e gli abati hanno offerto terreno a condizioni chiare e vantaggiose per attirare questi nuovi abitanti, tra cui la costruzione di una casa. Questo contesto spiega la scarsità e l'interesse etnologico di questi edifici, sette dei quali protetti tra il 1991 e il 1992.

La casa di Jouandis si distingue per la sua struttura rettangolare, con pareti a bordo impilate e goffrate, assemblate con scanalature e schede in post di corno. All'interno, una partizione in legno e torchi separa due pezzi. Il sito comprende anche un fienile adiacente, parzialmente costruito con le stesse tecniche. Questi edifici, classificati nel 1996, illustrano eccezionale architettura rurale medievale, mescolando legno e muratura. La loro conservazione sottolinea il loro valore di patrimonio, sia per la loro anzianità che per la loro rarità nel sud-ovest della Francia.

Il nome "stackhouse" è stato divulgato dai ricercatori del XX secolo, tra cui François Fray, che ha documentato 53 copie nella regione. Tuttavia, questo termine si applica solo a questo settore specifico, perché altre regioni, come Savoy o Dauphiné, usano nomi diversi per costruzioni simili, come ad esempio "edificio in camera". Lo studio di queste case rivela possibili influenze delle tecniche scandinave, menzionate nel 1903 da Jules Momméja, che paragonava una casa locale a quella di Telemark in Norvegia.

La casa di Jouandis, con il suo fienile vicino, è stata classificata come monumenti storici nel 1996, ad eccezione di un appentis mattone. Il suo stato di conservazione e di interesse archeologico testimoniano i metodi di costruzione post-medievale e le dinamiche di ripopolamento post-conflitto. La successiva ricerca, come quella effettuata per l'Inventario Generale dei Beni Culturali, ha contribuito a identificare altri esempi a Sainte-Sabine-Born, rafforzando l'importanza di questo patrimonio locale.

Collegamenti esterni