Fine della guerra dei cent'anni 1453 (≈ 1453)
Inizio di ripopolamento in Agenais.
1472–1485
Prima ondata di immigrazione
Prima ondata di immigrazione 1472–1485 (≈ 1479)
Arrivo delle famiglie del Massiccio Centrale.
début XVIe siècle
Costruzione di casa
Costruzione di casa début XVIe siècle (≈ 1604)
Periodo dendrocronologico confermato.
1998
Monumento storico
Monumento storico 1998 (≈ 1998)
Protezione ufficiale dell'edificio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Casa (causa C 55): Ordine del 26 gennaio 1998
Dati chiave
François Fray - Ricercatore e storico
Contava 53 case impilate.
Jules Momméja - Storico locale
Confronto con case norvegesi.
Origine e storia
La casa con travi di Lonzaygues illustra una rara tecnica costruttiva, apparsa nel Nord-Agenas tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. Queste case, costruite in tronchi quadrati, si concentrano intorno ai cantoni di Villeréal e Castillonnès, con una diffusione a Issigeac e Villeneuve-sur-Lot. La loro costruzione coincide con la ripopolazione della regione dopo la guerra dei cent'anni, grazie alle onde migratorie provenienti dal massiccio centrale (Rouergue, Quercy, Auvergne) e Poitou. I signori locali hanno offerto terreno per liberarsi in cambio della costruzione di abitazioni, promuovendo così questa architettura vernacolare.
Lo studio dendrocrologico conferma che queste case per lo più risalgono all'ultimo quarto del XV e all'inizio del XVI secolo. Il loro interesse etnologico e archeologico è stato riconosciuto dalle commissioni del patrimonio regionale, portando alla classificazione o alla registrazione di sette tra il 1991 e il 1992. La casa di Lonzaygues, classificata nel 1998, combina un piano terra di lastre di semilegno e un pavimento in legno e torchi, circondato da gallerie trasportate da pali di flint. Questo tipo di costruzione riflette gli adattamenti locali alle risorse disponibili, soprattutto il legno abbondante in questa zona di confine tra Agenais e Périgord.
Il nome "stackhouse" è stato divulgato dai ricercatori del XX secolo, tra cui François Fray, che ha identificato 53 copie nella regione. Queste case testimoniano gli scambi culturali e tecnici del dopoguerra dei cent'anni, dove le famiglie immigrate importavano il know-how, come quello dei tronchi impilati, paragonabile alle costruzioni scandinave. La loro conservazione sottolinea l'importanza di questo patrimonio rurale, segnato da un periodo di ricostruzione e di rinnovamento demografico dopo la devastazione medievale.
Il contesto storico di queste case è legato alla fine della guerra dei cent'anni (1453) e al desiderio di ripopolare territori devastati. Due ondate di immigrazione, tra il 1472–85 e il 1515–30, hanno permesso di rivitalizzare villaggi come quelli della valle del Goccio, colpiti dalla peste. Le condizioni vantaggiose offerte dai signori (terra da sgomberare, esenzione fiscale) incoraggiarono l'installazione di popolazioni del Massiccio Centrale o del Poitou, contribuendo alla diffusione di questa architettura caratteristica.