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Arresto casa en Haute-Loire

Arresto casa

    39 Boulevard Président Bertrand
    43000 au Puy-en-Velay
Stato

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1880-1897
Costruzione di una prigione
20 novembre 1899
Commissione
nuit du 24 au 25 avril 1943
Prima fuga di massa
nuit du 1er au 2 octobre 1943
Seconda fuga storica
12 février 1987
Classificazione della cappella
2022
Registrazione di sovrappopolazione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cappella, con i suoi accessori interni: cornice, bancarelle, galleria: iscrizione per ordine del 12 febbraio 1987

Dati chiave

Gustave Eiffel - Ingegnere e architetto Produttore della struttura metallica della cappella.
Lucien Midol - Deputato comunista Incarcerato nel 1941 prima del suo trasferimento in Algeria.
François Billoux - Deputato comunista Tenuto nel 1941 con altri parlamentari.
Albert Demazière - Attivista politico e resiliente Organizzatore della fuga dell'ottobre 1943.
Michel Portos - Chef Allenatore per il Concorso di Cucina Intimo (2019-2021).

Origine e storia

Il carcere di Puy-en-Velay, costruito tra il 1880 e il 1897 e commissionato nel 1899, illustra la rigorosa applicazione dei principi della prigione del XIX secolo, compreso l'isolamento dei prigionieri. La struttura, situata a 37 boulevard du Président-Bertrand, si distingue per la sua cappella, la cui struttura metallica è stata realizzata da Gustave Eiffel. Ha 46 bancarelle in legno numerate progettate per prevenire la comunicazione tra detenuti durante gli uffici religiosi. La cappella, classificata come monumento storico nel 1987, non è più utilizzata per il culto, ma è aperta al pubblico durante le Giornate del Patrimonio.

Durante la seconda guerra mondiale, la prigione fu usata dal regime di Vichy per i combattenti di resistenza alla prigionia. Due spettacolari fughe hanno avuto luogo: la prima, la notte del 24-25 aprile 1943, ha permesso a 26 guerriglieri di fuggire con l'aiuto di resistenza da FTP e dal Fronte Nazionale. La seconda, la notte dal 1 al 2 ottobre 1943, fu una delle più grandi fughe di prigionieri politici, con 81 prigionieri liberati. Questi eventi hanno segnato la storia della Resistenza nell'Alta Loira.

L'istituzione, con una capacità ufficiale di 31 posti, è ora una delle più sovraffollate in Francia, con un tasso di occupazione superiore al 200 % nel 2022. È governata dalla Direzione interregionale dei servizi di prigionia di Lione e riporta alla Corte giudiziaria di Puy-en-Velay. Nonostante le sue dimensioni ridotte (965 m2), svolge un ruolo centrale nel sistema carcerario locale, ospitando solo importanti prigionieri maschi.

La cappella, un notevole elemento architettonico, simboleggia l'innovazione tecnica dell'epoca con la sua struttura metallica e l'interior design progettato per mantenere l'isolamento. Le bancarelle, disposte in emiciclo, limitano la vista di ogni detenuto all'altare, riflettendo i rigorosi principi disciplinari del XIX secolo. Questo spazio, anche se disuso per il culto, rimane una testimonianza unica della storia della prigione francese.

Le azioni di reinserzione, come un concorso di cucina organizzato in collaborazione con lo chef Michel Portos tra il 2019 e il 2021, sono state create per i prigionieri. Queste iniziative, che coinvolgono diverse prigioni della regione, mirano a promuovere la reintegrazione attraverso progetti educativi e professionali, come testimoniano le finali organizzate all'Institut Paul-Bocuse de Lyon.

Tra i notevoli detenuti, Lucien Midol e François Billoux, deputati comunisti, furono imprigionati lì nel 1941 prima del loro trasferimento in Algeria. Albert Demazière, attivista politico, partecipò alla fuga di massa dell'ottobre 1943. Queste figure ricordano il ruolo della prigione nella repressione politica durante la seconda guerra mondiale, così come la sua eredità nella storia della Resistenza.

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