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Casa dei Vescovi à Puissalicon dans l'Hérault

Casa dei Vescovi

    72 Rue Cave des Consuls
    34480 Puissalicon
Proprietà privata

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
2000
1322 (incertaine)
Data probabile di costruzione
1368
Acquisizione del territorio
2021
Acquisto da una coppia svedese
2023
Diagnosi di Inrap
23 septembre 2024
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

L'edificio medievale e il pozzo, in totale, si trovano 1 impasse del Grappe, sezione catasto B n. 2491 e n. 2494, come delimitato in rosso sul piano annesso al decreto: iscrizione con decreto del 23 settembre 2024

Dati chiave

Guillaume de la Broue - Arcivescovo di Narbonne (1245-1257) Sponsor sospettato, nativo di Puissalicon
Pierre de La Jugie - Arcivescovo di Narbonne (1347–175) Famiglia legata a Clemente VI
Hugues de La Jugie - Vescovo di Béziers poi Carcassonne Fratello di Pietro, possibile sponsor
Clément VI (Pierre Roger) - Papa (1342-1352) Cognato di La Jugie, patrono
Nicolas de La Jugie - Lord of Puissalicon (dal 1368) Presumibilmente famiglia proprietaria

Origine e storia

La cosiddetta casa "Évêques" è stata costruita nel XIV secolo a Puissalicon, nel recinto del villaggio di L'Herault. La sua architettura richiama le livree di Avignone, le residenze urbane dei cardinali durante il papato di Avignone. La grande sala (aula) e la cornice, datata dalla dendrocronologia tra il 1076 e il 1322 (con incertezza dovuta all'assenza di linfa separato), suggeriscono una costruzione legata all'influenza delle famiglie nobili locali, come la Jugie, vicino a papa Clemente VI.

La storia dell'edificio rimane in parte enigmatica: nessun documento d'archivio conferma il suo sponsor, anche se la tradizione locale lo attribuisce agli arcivescovi di Narbonne. Tra le ipotesi, sono menzionati Guillaume de la Broue (Archivio dal 1245 al 1257, nativo di Puissalicon) o i fratelli Pierre e Hugues de La Jugie (Archivio di Narbonne e vescovo di Béziers/Carcassonne nel XIV secolo). La loro famiglia, arricchita da Clemente VI, avrebbe potuto finanziare questa casa, vicino agli standard architettonici di Avignone.

Utilizzata come edificio agricolo fino alla sua acquisizione nel 2021 da parte di una coppia svedese, la casa è stata sottoposta a una diagnosi archeologica da parte dell'Inrap nel 2023, culminando nella sua iscrizione nei Monumenti Storici il 23 settembre 2024. La facciata, che unisce elementi rinascimentali e tardo gotici, così come un pozzo medievale, è ora protetta. Il suo recente studio ravviva l'ipotesi di una livrea legata alla Pontificia Corte di Avignone, raro esempio in Linguadoca.

La casa illustra i legami tra Comtat Venaissin (paese pappone) e Biterrois, nonché il ruolo delle élite ecclesiastiche nell'architettura civile medievale. Il suo recente salvataggio contrasta con il suo passato agricolo, segnato dall'opposizione dei suoi ex proprietari a qualsiasi protezione del patrimonio prima del 2021.

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