Costruzione di casa 1553-1554 (≈ 1554)
Costruito per Jacques Marest, Sieur de la Hardelière.
1699
Divisione
Divisione 1699 (≈ 1699)
Diviso dopo la morte.
1883
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 1883 (≈ 1883)
Prima protezione ufficiale in Francia.
1899
Trasferimento di tegole
Trasferimento di tegole 1899 (≈ 1899)
Alcuni di loro al Museo Lavale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Casa rinascimentale conosciuta come Grand-Veneur: per ordine del 28 marzo 1883
Dati chiave
Jacques Marest - Sponsor
Sieur de la Hardelière, proprietario originale.
Sébastien Couanier de Launay - Storico locale
Descritto il suo stile rinascimentale.
Origine e storia
La Casa rinascimentale conosciuta come Grand-Veneur, situata nella 68-70 Grande Rue e 14 rue des Orfèvres a Laval (Mayenne), è un edificio emblematico del XVI secolo. Costruito nel 1554 per Jacques Marest, Sieur de la Hardelière, incarna lo stile rinascimentale della seconda epoca, con le sue colonne corinzie, palmette e sculture rotonde. Il suo nome deriva dalle tegole in terracotta, una volta interpretate come una scena di caccia, anche se alcuni furono trasferiti al museo comunale di Laval nel 1899.
La casa si distingue per la sua facciata asimmetrica, divisa in due parti dopo il 1699 dopo la morte. Solo il lato destro, classificato come monumento storico nel 1883, mantenne la sua decorazione originale, tra cui busti, putti e rose. La parte sinistra, modificata, perse gran parte dei suoi elementi scolpiti. La sua architettura, caratterizzata da doppie aperture arcade e impreziositi dai ricchi decori, ha ispirato le successive costruzioni neorinascimentali della città, come l'hotel del XIX secolo situato in Rue de Nantes.
Ranked tra i primi monumenti storici della Francia, questa casa illustra l'influenza dei signori di Laval e del fascista architettonico del Rinascimento. Dettagli come le teste goffrate e le risciacquole testimoniano un'artigianato eccezionale. Anche se alcune tegole sono scomparse, le rimanenti, che rappresentano cacciatori e animali, ricordano il suo presunto legame con gli equipaggi di caccia del castello locale. Oggi rimane una preziosa testimonianza del patrimonio urbano di Vallois.
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