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Mansart Pavilion à Limours dans l'Essonne

Crédit photo : Franck devedjian - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1539
Acquisizione di Anne de Pisseleu
1552
Diane de Poitiers sponsor
Début XVIe siècle
Ricostruzione del castello
1623-1626
Proprietà di Richelieu e poi Gaston d'Orléans
1638
Creazione di un acquedotto di Mansart
1645
Costruzione di giardino e padiglioni
1835
Scomparsa quasi totale
Fin XVIIIe siècle
Commento di smantellamento
2017
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Le facciate e i tetti del padiglione conosciuto come il padiglione Mansart, sis 19 bis rue du Couvent, come delimitato da un bordo rosso sul piano allegato al decreto (vedi AE 94): iscrizione per ordine del 31 maggio 2017

Dati chiave

Anne de Pisseleu - Duchessa Proprietario nel 1539, favorito di François I.
Diane de Poitiers - Preferito di Enrico II Sponsor della Sala da ballo (1552).
Cardinal de Richelieu - Proprietario nel 1623 Funziona su interni e giardini.
Gaston d’Orléans - Fratello di Luigi XIII Proprietario nel 1626, sponsor di Mansart.
François Mansart - Architetto Acquedotto Créa (1638) e piazzale (1645).
Philibert Delorme - Architetto Progettato la copertura della sala da ballo.

Origine e storia

Il Padiglione Mansart, situato a Limours, Île-de-France, è l'unico elemento rimasto del castello storico della città. Ricostruito all'inizio del XVI secolo, questo castello cambiò le mani più volte tra l'aristocrazia francese, tra cui Anne de Pisseleu (1539), Duchessa di Etampes e preferita di François I, poi Diane de Poitiers (1552), prediletta da Henri II, che commissionò una sala da ballo disegnata da Philibert Delorme. Richelieu divenne il suo proprietario nel 1623 prima di cederlo a Gaston d'Orléans, fratello di Luigi XIII, nel 1626.

Tra il 1638 e il 1645 Gaston d'Orléans chiese all'architetto François Mansart di sviluppare la tenuta, in particolare creando un acquedotto (1638) e un piazzale con sei padiglioni (1645). Il castello, gradualmente smantellato dalla fine del Settecento, scomparve quasi interamente nel 1835, ad eccezione del padiglione nord-ovest del piazzale. Quest'ultimo, anche se trasformato in una casa nel XIX secolo, fuggì dalla distruzione attraverso questi cambiamenti, nonostante significative alterazioni.

Il padiglione, classificato come monumento storico nel 2017 per le sue facciate e tetti, illustra oggi il patrimonio architettonico di Mansart e i digiuni del castello di Limours. Il suo stato attuale riflette sia gli interventi del XVII secolo che i successivi adattamenti che permisero la sua conservazione, segnando l'assenza del resto dell'edificio originale.

I successivi proprietari del castello di Limours, figure principali della corte di Francia, lo fecero un luogo di potere e prestigio. Anne de Pisseleu e Diane de Poitiers, due favoriti reali, lasciarono il loro segno, mentre Richelieu e Gaston d'Orléans, figure politiche centrali sotto Luigi XIII, fecero degli ambiziosi aggiustamenti. L'intervento di François Mansart, architetto emblematico del classicismo francese, ha segnato il culmine della tenuta prima del suo declino.

La distruzione quasi totale del castello nel XIX secolo, tipica del destino riservato a molti edifici aristocratici dopo la Rivoluzione, contrasta con la sopravvivenza del padiglione Mansart. La sua trasformazione in una casa, anche se cambiando il suo aspetto, ha conservato una rara testimonianza di architettura mansarziana e le grandi proprietà di Île-de-France. Oggi, questo padiglione incarna sia la memoria delle élite del Vecchio Regime che le sfide della conservazione del patrimonio.

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