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Metropolitana, stazione di Bastille à Paris 1er dans Paris

Paris

Metropolitana, stazione di Bastille

    27 Place de la Bastille
    75004 Paris 12e Arrondissement
Métropolitain, station Bastille
Métropolitain, station Bastille
Métropolitain, station Bastille
Métropolitain, station Bastille
Métropolitain, station Bastille
Métropolitain, station Bastille
Métropolitain, station Bastille
Métropolitain, station Bastille
Métropolitain, station Bastille
Métropolitain, station Bastille
Métropolitain, station Bastille
Crédit photo : LPLT - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1900
Progettazione e installazione
1962
Demolizione della bandiera
1985
Muoversi
2016
Protezione definitiva
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Entourage de l'accès situé boulevard Beaumarchais, face au n°2, ex rue de Lyon, mosso nel 1985 (element non cadastré, situé face à la trama cadastrale CB 31): iscrizione per ordine del 12 febbraio 2016

Dati chiave

Hector Guimard - Architetto Creatore di ingressi Art Nouveau, tra cui Bastille.
Adrien Bénard - Presidente del CMP Forse hanno sostenuto la scelta di Guimard.
Eugène Gillet - Smalto artigianale Fornitore di pannelli di lava smaltati verde-blu.

Origine e storia

L'ingresso della metropolitana alla stazione di Bastille, progettata da Hector Guimard nel 1900, è uno dei 167 accessi ordinati dalla Compagnie du chemin de fer métropolitain de Paris (CMP) per la prima linea della metropolitana. Questo padiglione, del tipo "edicule B" con il suo tetto a V e pannelli lavici smaltati, incarna l'ideale Art Nouveau: fusione tra struttura industriale e arredamento organico. Originariamente installato su rue de Lyon (X arrondissement), è stato smantellato nel 1985 durante il lavoro della Bastiglia Opéra, e poi restituito alla sua posizione attuale, boulevard Beaumarchais (1° arrondissement).

Hector Guimard, un controverso architetto, ottenne questo contratto fuori concorso grazie al supporto municipale, nonostante il fallimento di un concorso formale nel 1899. Le sue creazioni, criticate per il loro stile "nut" o grigio-verde che evoca l'uniforme tedesca, furono gradualmente abbandonate dopo il 1913. La chiesa di Bastille, una delle tre più imponenti "flag" (con Star e Nation), sopravvisse fino al 1962 prima di essere parzialmente ricostituita. Oggi protetto con il titolo di Monumenti Storici (dal 2016), simboleggia la riabilitazione dell'Art Nouveau nel paesaggio parigino.

I materiali innovativi — ghisa, lava smaltata verde e arancione, vetro soffiato — sono stati prodotti da artigiani specializzati come la Fonderie du Val d'Osne o Eugene Gillet. I candelabri in "strands of muguet", i distintivi aperti e i segni "Metropolita" con scritte sinuose riflettevano l'ossessione di Guimard con standardizzazione modulare e armonia visiva. Nonostante i conflitti con il CMP sui costi e sulla proprietà intellettuale, le sue voci divennero icone, riprodotte fino a Las Vegas o Montreal. Il loro restauro fin dagli anni '90, come quello della porta dauphine, ha restaurato la loro luminosità originale a colori e verrine.

La stazione di Bastiglia, un punto chiave della linea 1 inaugurata nel 1900, ha ospitato il più grande dei tre padiglioni Guimard (90 m2), combinando finestre, sale d'attesa e vetri. La sua demolizione nel 1962, come quella degli Champs Elysées o della Star, ha illustrato il rifiuto dell'Art Nouveau a beneficio dell'Art Deco. Tuttavia, già negli anni '60, voci come quella della vecchia Commissione di Parigi si dichiararono favorevoli alla loro conservazione. L'entourage di oggi, anche se inappropriato, rimane una rara testimonianza di questo patrimonio, accanto alle 86 altre opere Guimard ancora protette a Parigi.

Oltre al loro ruolo utilitario, queste voci ispirarono artisti e registi, da Louis Malle (Zazie in metropolitana) a Jacques Tardi, Salvador Dalí che vide forme organiche inquietanti. Il loro stile, a metà strada tra astrazione e riferimento vegetale (bellulas, muguettes, gusci di insetti), prefigurava il design del XX secolo. Oggi, la placca "Metropolitana" di Bastille, venduta 10.200 euro nel 2021, attesta il loro status di oggetti di culto, tra patrimonio industriale e arte totale.

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