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Monastero di St. Enimie à Sainte-Enimie en Lozère

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Monastère
Eglise romane
Lozère

Monastero di St. Enimie

    Rue du Valat de la Combe
    48210 Sainte-Enimie

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
600
700
800
900
1000
1500
1600
1700
1800
1900
2000
VIe siècle
Fondazione iniziale
951
Restauro benedettino
XVe siècle
Abbazia commerciale
1597
Riscaldamento invernale
1790
La secolarizzazione rivoluzionaria
1932
Classificazione storica
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Saint Ilère - Vescovo di Gevaudan Fondato il primo monastero nel VI secolo.
Étienne de Mende - Vescovo restauratore Restaurato il monastero nel 951.
Dalmace - Primo priore benedettino Denied dipendenza seigneuriale locale.
François Alamand - Merchant Abbé (1459-1491) Proprietà monastica protetta.
Sainte Énimie - Principessa merovinga Reliquie venerate nel monastero.
Agapet II - Papa Valida l'atto 951 a Roma.

Origine e storia

Il monastero di Sainte-Enimie, fondato nel VI secolo da San Ilere, vescovo di Gevaudan, cadde rapidamente in disuso. Anche se i testi su San Enimia (VII secolo) non evocano esplicitamente i monaci, il sito era già legato alla sua memoria. Nel X secolo, il monastero, poi abbandonato, fu restaurato nel 951 dal vescovo Étienne de Mende, che lo affidò a Dalmace de Saint-Théofred sotto il dominio benedettino. Le reliquie di Enimia, principessa merovingia, erano già venerate, attirando pellegrini.

Il restauro del 951 fece del monastero un salvatore (terra libero dai signori), sigillato da un atto firmato a Roma prima di papa Agapet II. Sotto la guida dei monaci di Saint-Chaffre, il sito ha goduto di una prosperità crescente, grazie in particolare ai pellegrinaggi. Nel XV secolo, potrebbe essere diventata un'abbazia: François Alamand, il primo abate del commercio (1459-91), ottenne protezioni reali e papali. Il monastero aveva 12 monaci e godeva di privilegi, come un riscaldamento invernale concesso nel 1597.

La Rivoluzione francese segnò la fine del monastero: secolarizzato nel 1790, venduto come bene nazionale, poi smembrato. Oggi rimangono solo l'ex refettorio (con un camino del XV secolo) e la cappella romanica Sainte-Madeleine, classificata nel 1932. Questi resti, disposti in piazze su una piattaforma, testimoniano la sua architettura medievale, mescolando volte di culla e capitali scolpiti. La moderna cappella dell'Eremo ospita la leggendaria grotta di S.Enimie.

Il sito era un luogo di potere spirituale e politico: il priore aveva il diritto di entrare negli stati di Gevaudan. Le alienazioni della proprietà monastica furono cancellate nel 1491 da Innocenzo VIII. Dopo il 1790, gli edifici servirono occasionalmente come spazio espositivo. L'Abbazia illustra la storia monastica dell'Alta Ginevra, tra leggende merovingiane e realtà feudali.

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