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Batteria Gallo-Romana da Montjoie a Roquebrune dans le Gers

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Pile gallo-romaine

Batteria Gallo-Romana da Montjoie a Roquebrune

    D35
    32190 Roquebrune
Proprietà privata
Crédit photo : Phil du Capitou - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
200
300
1900
2000
Ier-IIe siècles
Periodo di costruzione
15 juin 1925
Registrazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Batteria gallo-romana chiamata La Montjoie: iscrizione per ordine del 15 giugno 1925

Dati chiave

Information non disponible - Nessun personaggio citato Le fonti non menzionano attori storici.

Origine e storia

La pila gallo-romana di Montjoie è un edificio in pietra situato a Roquebrune, dipartimento Gers, regione di Occitanie. Classificato come monumento storico nel 1925, questa vestigia dell'epoca gallo-romana si distingue per la sua struttura atipica: tre pareti spesse di un metro, una copertura a volta, e un'apertura a est. Le sue dimensioni esterne (4,50 × 5,15 m) e gli interni (2,40 × 4,15 m) suggeriscono una funzione particolare, distinta dalle celle funerarie tradizionali.

La presenza di nicchie interne, tra cui un semicerchio, e flat-bottomed d Due monete del I e II secolo trovati nelle vicinanze indicano un'antica occupazione, e l'edificio potrebbe essere stato riutilizzato come oratorio cristiano in seguito. La sua posizione, nella valle del Guiroue a 2,6 km dal paese, rafforza il suo mistero archeologico.

Elencato come monumenti storici per ordine del 15 giugno 1925, il sito rimane oggetto di studio per specialisti. La sua funzione esatta — pila funebre, tempio o altro — non è severa, ma le sue caratteristiche architettoniche (altezza di 8,40 m, nicchie, apertura elevata) lo rendono una rara testimonianza di architettura gallo-romana nel sud-ovest. Le ipotesi attuali si basano su confronti con altri monumenti simili, come quelli elencati nelle opere di Pascale Clauss-Balty o Philippe Lauzun.

Fonti disponibili, inclusi riferimenti di base Monumentum e Merimée, evidenziano il suo stato di conservazione parziale e la posizione approssimativa (coordinate GPS ottimali). Oggi, il sito, anche se protetto, pone ancora domande circa il suo uso originale e la sua integrazione nel paesaggio locale gallo-romano religioso o funebre.

La pila di Roquebrune illustra la complessità delle interpretazioni archeologiche, dove lo stesso monumento può essere considerato a sua volta come un luogo di culto, un mausoleo o un punto di riferimento territoriale. La sua iscrizione nel patrimonio nazionale nel 1925 ha permesso la sua conservazione, ma la ricerca futura potrebbe affinare la comprensione del suo ruolo nella Gallia romana.

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