Popolazione della Colombia Giovani 1911 (≈ 1911)
800 abitanti registrati nel comune.
1920
Canonizzazione di Giovanna d'Arco
Canonizzazione di Giovanna d'Arco 1920 (≈ 1920)
Ispirazione per la sua rappresentazione sul monumento.
1931
Arrivo di Abbé Peyrache
Arrivo di Abbé Peyrache 1931 (≈ 1931)
Iniziatore del progetto monumento.
1935
Completamento del monumento
Completamento del monumento 1935 (≈ 1935)
Fine del lavoro dopo 4 anni.
13 mars 2019
Registrazione come monumento storico
Registrazione come monumento storico 13 mars 2019 (≈ 2019)
Protezione ufficiale del monumento e dei suoi elementi.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il monumento ai morti, compresi i suoi elementi di recinzione (pareti, cancello) e i suoi giardinieri, situato all'incrocio del D209 e il D238 (non-cadaster): iscrizione per ordine del 13 marzo 2019
Dati chiave
Gaston Dintrat - Sculptore
Autore del monumento e dei suoi bassorilievi.
Abbé Peyrache - Curé de Colombier-le-Jeune
Iniziatore del progetto nel 1931.
Origine e storia
Il monumento ai morti di Colombier-le-Jeune, situato nel dipartimento di Ardèche, è un risultato insolito per un comune di 800 abitanti nel 1911. A differenza di molti altri comuni, la sua erezione non fu avviata dal sindaco, ma dall'arrivo di un nuovo parroco, Abbé Peyrache, nel 1931. Quest'ultimo iniziò il progetto, che non fu completato fino al 1935, grazie ad una donazione di terreno da parte di un individuo. Il monumento, situato all'incrocio di strade D238 e D209, si distingue per la sua composizione: una stele circondata da una parete di cemento, un cancello d'ingresso e elementi vegetali come l'edera. Una caratteristica notevole è la presenza di una rappresentazione di Giovanna d'Arco, canonizzata nel 1920, brandendo una spada, che in parte contraddice il divieto di segni religiosi sui monumenti ai morti del tempo.
Il monumento, scolpito da Gaston Dintrat, incorpora diversi simboli forti. Un rilievo illustra Giovanna d'Arco come un guerriero, incorniciato da un'iscrizione a forma di U che porta i nomi dei morti del comune. Un doppio bassorilievo contrasta due scene: da un lato, la vita nelle trincee durante la guerra, con soldati in azione e feriti evacuati; dall'altro, una scena di raccolta che rappresenta una famiglia (nonni, padre e figli, senza la madre), evocando la vita sul retro. La parola Pax è inscritta in un sole, mentre una chiesa sormontata da una statua della Vergine appare sullo sfondo. Questi elementi riflettono il desiderio di conciliare la memoria patriottica, la fede religiosa e la vita civile, in un contesto in cui i giornali locali, l'unica prova di intenzioni, sottolineano l'originalità del lavoro.
L'iscrizione del monumento ai morti, compresi i suoi elementi di recinzione e giardinieri, come monumento storico per ordine del 13 marzo 2019, attesta il suo valore di patrimonio. Anche se la posizione esatta è considerata mediocre (nota 5/10), il suo indirizzo approssimativo è identificato come 20 Route da Lamastre a Colombier-le-Jeune. Il monumento, di proprietà del comune, rimane una testimonianza artistica e storica di come una piccola città ha reso omaggio ai suoi morti, mescolando simboli nazionali, religiosi e locali, sotto l'impeto di attori come Abbé Peyrache e lo scultore Dintrat.