Gruppo di monumenti années 1950 (≈ 1950)
Fusione in un unico edificio centrale
1ère moitié du XXe siècle
Costruzione iniziale
Costruzione iniziale 1ère moitié du XXe siècle (≈ 2007)
Due monumenti separati
21 octobre 2014
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 21 octobre 2014 (≈ 2014)
Protezione totale del monumento
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il monumento ai morti in totale (cad. AH non cadastre, pubblico dominio, cf piano allegato al decreto): iscrizione per decreto del 21 ottobre 2014
Dati chiave
Graff - Sculptore
Autore parziale del presente monumento
Carrié - Sculptore
Autore parziale del presente monumento
Origine e storia
Il Terrasson-Lavilledieu Memorial to the Dead fu originariamente costruito come due edifici separati, riflettendo le tensioni politiche tra le città superiori e quelle inferiori. Queste divisioni locali portarono all'erezione di due monumenti separati, prima del loro consolidamento negli anni '50. L'opera attuale, allestita nel centro della città, incarna una scena familiare maligna: un padre amputato, una madre che si appoggia su un aratro, e una ragazza che simboleggia la speranza.
La composizione scultorea evoca le conseguenze sociali della prima guerra mondiale. Il padre, con la sua disabilità, rappresenta i soldati mutilati, mentre la madre, associata all'aratro, illustra il ruolo aumentato delle donne nel lavoro agricolo durante e dopo il conflitto. Le spighe di grano e la ragazza, elementi di speranza, contrasto con la sofferenza, sottolineando la dualità tra memoria e ricostruzione. Questo monumento, registrato nel 2014, è opera degli scultori Graff e Carrie.
Originariamente, i due monumenti erano geograficamente e politicamente distinti, riflettendo le divisioni della comunità. La loro fusione negli anni '50, al posto della Liberazione, segna una riconciliazione simbolica. Oggi, il monumento, una proprietà comunitaria, rimane un luogo centrale di memoria per Terrasson-Lavilledieu, richiamando sia i sacrifici della guerra che la resilienza delle famiglie contadine di Dordogne.