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Monumento ai morti à Sombacour dans le Doubs

Doubs

Monumento ai morti

    1 Grande Rue
    25520 Sombacour
Crédit photo : René Hourdry - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1872-1895
Costruzione di calvario confinante
1921
Comando del monumento
1923
Sviluppo dei dintorni
19 décembre 2022
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il monumento ai morti, in totale, situato al 2 Grande Rue, al Parcel n. 101, mostrato nella sezione cadastre AB, come delimitato in rosso sul piano allegato al decreto: iscrizione per ordine del 19 dicembre 2022

Dati chiave

Jules Guillin - Sculptore Autore del monumento, specialista doubsiano.
Architecte Parrod - Maestro dei dintorni Progettato il portico nel 1923.

Origine e storia

Il monumento ai morti di Sombacour, realizzato all'inizio del XX secolo, fa parte di una serie di monumenti regionali che raffigurano un peloso in rovine, coronato da una figura tra angelo e vittoria. Una croce, simbolo delle "sperie superiori" secondo la stampa locale, è stata aggiunta, riflettendo l'ancora cattolica di questa terra di Upper Doubs. La sua posizione di fronte al municipio-scuola, "dove i soldati di domani usciranno", è interpretata come una lezione di dovere e di sacrificio, o come guardiano di fronte al Col des Roches, ingresso del villaggio.

Il monumento completa una strada trasversale neogotica costruita tra il 1872 e il 1895 sulla vicina montagna, dove 13 oratori portano ad un calvario dominato da una Vergine. Comandato nel 1921 per onorare i 28 decessi della Grande Guerra, fu scolpito da Jules Guillin, uno specialista commemorativo dei Doubs, per 20.000 franchi. Gli approcci e un portico furono costruiti nel 1923 dall'architetto Parrod de Pontarlier. Guillin, formatosi nelle Belle Arti di Besançon e a Roma, distribuisce un modello ricorrente: un peloso pronto a saltare, mescolando il martirio nazionale e simbolico religioso.

Questo monumento, scritto interamente dal dicembre 2022, illustra la mentalità di Haut-Doubs, dove la memoria dei soldati morti è radicata in una tradizione di devozione mariana e calvari monumentali. La stampa locale, come Le Pontissalien o Le Courrier de la Montagne, sottolinea il suo duplice ruolo: insegnare (faccia a scuola) e memoriale (al Col des Roches, luogo strategico). Il suo stile, a metà strada tra allegoria secolare e iconografia cristiana, lo rende una testimonianza unica delle tensioni tra patriottismo e fede nel periodo interbellico.

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