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Monumento ai Morti e Cappella del Ricordo à Royat dans le Puy-de-Dôme

Puy-de-Dôme

Monumento ai Morti e Cappella del Ricordo

    28 Rue J Grand
    63130 Royat
Crédit photo : JDO - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1876
Costruzione della cappella
1921
Comando del monumento
1922
Affare fatto con Mabru
26 avril 1925
Apertura del monumento
1927
Premio Mège dell'Accademia
13 mars 2019
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il Monumento ai Morti e la Cappella del Ricordo si trova Place de la Chapelle (Box AC 437): iscrizione per ordine del 13 marzo 2019

Dati chiave

Raoul Mabru - Sculptore Autore del gruppo scultoreo e designer.

Origine e storia

Il monumento ai morti di Royat è un gruppo scolpito nella pietra bianca di Chauvigny, che rappresenta una scena di Cristo Deploring adattata alle vittime della prima guerra mondiale. Cinque personaggi della casa rotonda circondano un soldato bugiardo: due contadini (padre e madre) ai suoi piedi, e alla sua testa, una vedova e il suo bambino che tiene una corona di alloro. I volti, profondamente segnati dal dolore, esprimono un'emozione intensa, riflettendo il lutto collettivo.

La Cappella della memoria, costruita nel 1876 in stile neo-medievale, fu ristrutturata nel 1921 per ospitare i resti dei soldati morti negli ospedali locali e onorare i nativi di Royat che erano caduti in combattimento. Le placche timpane e commemorative, visibili attraverso una porta di vetro protetta da ferro, richiamano il loro sacrificio. Il monumento, commissionato a Raoul Mabru nel 1922, è stato inaugurato nel 1925 e premiato nel 1927 dall'Accademia Clermont per la sua eccellenza scultorea.

Il progetto iniziò nel 1921 quando il comune chiese a Raoul Mabru, scultore locale, di proporre due modelli presentati al voto degli abitanti. Il sito scelto, di fronte al nuovo cimitero, si affaccia sulla cappella esistente, creando un insieme commemorativo coerente. La base di granito grigio, estratta da Saint-Julien-Laveste, sostiene le targhe incise dei nomi dei morti e dei grandi campi di battaglia, ancorando il monumento in memoria collettiva.

Classificato un monumento storico nel 2019, l'ensemble (monumento e cappella) illustra l'arte funeraria del periodo interbellico, mescolando simbolismo religioso e patriottismo. La pietra Chauvigny e il granito locale sottolineano il legame tra il lutto universale e l'identità di Auvergne, mentre la cappella, trasformata in un luogo di raccoglimento, perpetua la memoria della scomparsa.

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